Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Guerra a feste abusive nei chiringuito, Indino getta benzina sul fuoco: "vigiliamo solo su comportamenti illegali"

Il presidente SILB-Fipe della provincia di Rimini: “Sono rimasto sorpreso dalla presa di posizione di Confesercenti, legittima solamente per la volontà di tutelare una categoria"

Getta benzina sul fuoco Gianni Indino, presidente SILB-Fipe della provincia di Rimini, dopo il botta e risposta con Confesercenti sul tema delle feste abusive nei chiringuito sulla spiaggia e in altri locali. A denunciare una serie di illegalità era stato Indino che aveva spiegato come all'ora dell'aperitivo "spuntano dalla sabbia console, balli abusivi e postazioni per la somministrazione di alcolici, anch’esse abusive, o ancora nei chioschi che si affacciano a questa nuova attività senza averne titolo". Pronta la risposta di Confesercenti che aveva parlato di "accuse indiscriminate verso gli operatori di spiaggia e dei chiringuiti". Nel nuovo capitolo della vicenda è Indino che afferma di essere "rimasto sorpreso dalla presa di posizione di Confesercenti, legittima solamente per la volontà di tutelare una categoria. Con il mio sfogo contro l’abusivismo volevo fare capire ad alcune imprese che stiamo tenendo alta l’attenzione su comportamenti totalmente illegali e mi spiace che non sia stato colto il segno della mia protesta. Rimango basito quando mi si dice che questo è ciò che vogliono i turisti e noi glielo dobbiamo dare. Se valesse questo concetto, ora sulle nostre spiagge avremmo centinaia di venditori abusivi con merce contraffatta perché i turisti la acquistavano, invece abbiamo combattuto tutti insieme il fenomeno semplicemente perché è illegale. Dare gratis servizi che altrove si pagano squalifica l’offerta turistica e il territorio, in spiaggia come altrove. Se invece si vuole diventare imprenditori dell’intrattenimento si prendano le licenze e si paghi il dovuto”.

"Ricordo - prosegue Indino - che come associazione siamo stati tra i primi a benedire la nascita dei chiringuitos, che avrebbero coperto l’importante segmento turistico che abbiamo definito ‘economia del tramonto’: abbiamo ritenuto giusto che postazioni in riva al mare potessero somministrare bevande durante la giornata senza costringere i clienti dei bagnini a peregrinazioni sulla sabbia rovente o ancora che si potesse gustare un aperitivo in riva al mare guardando il tramonto. Servizi che in questi anni hanno permesso di ampliare un’offerta turistica che poi però dovrebbe proseguire in altri luoghi: al ristorante, in gelateria, al pub e nei locali da ballo per concludere la serata. Invece la situazione sta degenerando ed è innegabile.  Mi arrabbio molto quando sento persone, anche rappresentanti di categoria, dire che il mio sindacato non è al passo con i tempi, perché questo è il nuovo che avanza ed è ciò che vogliono i turisti. Evidentemente non si guardano molto in giro. Basta vedere Ibiza, l’isola del turismo e del divertimento giovanile, dove dalla spiaggia si esce alle 22 dopo aver ascoltato musica rilassante di sottofondo e poi si va nei locali a ballare pagando profumatamente il biglietto. Questo significa guardare avanti e fare un salto di qualità, attirando giovani che hanno possibilità di spesa, mentre continuando ad offrire divertimento gratuito per servizi che nelle altre destinazioni all’avanguardia sono a pagamento, il rischio è di richiamare una infinita platea di ragazzi con risorse minime".

"Ci sono poi gli aspetti concreti - conclude. - Mi è stato detto che i servizi igienici dei bagnini sono aperti durante le serate di ballo in spiaggia. Quindi bastano i 2 servizi per soddisfare centinaia di persone per ore ed ore? I locali da ballo per avere una capienza di 500 persone sono obbligati ad avere 10 servizi igienici, per 1.000 persone 20 e così via. Non mi sembra che ci siano stabilimenti con queste caratteristiche, ma che invece l’igiene in queste occasioni sia lasciata all’improvvisazione e alla buona volontà. Non volendo infierire, lascio stare il discorso sicurezza, che conosco molto bene perché per svolgere la nostra attività occorre essere a norma per tantissimi aspetti, dall’uso di materiali ignifughi agli impianti elettrici, alle disposizioni antincendio, alle modalità di ingresso, solo per fare qualche esempio".

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