Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Coriano

"Ha fatto una denuncia personale coi soldi del Comune": la Corte dei Conti condanna il sindaco e la giunta a risarcire

“La sindaca Spinelli e la sua giunta hanno usato denaro pubblico per una querela per diffamazione personale e dopo il nostro esposto sono stati condannati per danno erariale dalla Corte dei Conti"

“La sindaca Spinelli e la sua giunta hanno usato denaro pubblico per una querela per diffamazione personale e dopo il nostro esposto sono stati condannati per danno erariale dalla Corte dei Conti. Quattro mesi per avere gli atti su una vicenda del 2019 e una delibera di inizio mandato che aveva anche avuto il parere di legittimità del dirigente, ma la verità viene finalmente a galla”: è quanto spiegano i consiglieri di opposizione di 'Insieme per Coriano'.

Questa la nota: “La sindaca Mimma Spinelli e la sua giunta sono stati condannati dalla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti del Comune per una querela personale fatta pagare alla comunità. Vicenda che si era cercato di tenere nascosta e denota quanta “confusione” faccia questa amministrazione su quello che è privato e quello che è invece della collettività”. Dopo una sfilza infinita di istanze inascoltate, il gruppo Insieme per Coriano è riuscito a entrare in possesso di ogni documento e  ha denunciato pubblicamente l’incredibile episodio".

Il fatto risale a inizio legislatura, quando la sindaca Spinelli, appoggiata appunto dalla sua giunta, diede mandato a un legale per presentare una querela nei confronti di un corianese per una presunta diffamazione nel confronti della prima cittadina. Attacano da 'Insieme per Coriano': "Poteva presentare la querela  (a costo zero) attraverso i carabinieri, invece no, ha scelto con quella delibera di dimostrare che il "sindaco" non si tocca a spese di tutti i cittadini”. Dopo quella delibera, i consiglieri Talacci, Paolucci Innocentini e Leonardi hanno subito richiesto gli atti, negati in un primo momento per un presunto segreto istruttorio legato all'indagine giudiziaria, ma consegnati immediatamente dopo una nota inviata al Comune dalla Prefettura.

Ed ecco la controffensiva. “La lettura di quei documenti ci ha convinto ancora di più a inviare un esposto alla Corte dei Conti per un presunto danno erariale. Lo abbiamo fatto nel marzo 2018 e per conoscere l'epilogo della vicenda, nell'aprile 2021, abbiamo richiesto al Comune il fascicolo completo relativo al nostro esposto. Ci è stato consegnato solo in questi giorni, con oltre 4 mesi di ritardo, e abbiamo quindi appreso che già nel giugno 2019 la sindaca Spinelli e la sua giunta erano stati condannati a risarcire il Comune per avere indebitamente usato denaro pubblico per un atto che di pubblico non ha nulla. Purtroppo a tutt'oggi attendiamo ancora l'ordinanza, che, nonostante i solleciti, non ci e stata consegnata. Quanto contenuto nella nota che l'accompagna ("avendo le parti reso dichiarazioni di accettazione di addebito depositate presso la segreteria della Corte dei Conti")  denota però già quanta poca fondatezza e rispetto delle norme era contenuto nella delibera contestata”.

“Questa vicenda sottolinea un fatto molto grave per un amministratore pubblico, cioè che la sindaca Spinelli e la sua giunta, mistificando ciò che la giurisprudenza indica come  danno all'immagine dell'ente con una querela di parte, hanno  usato  danaro pubblico  per presentare  una querela personale, dimostrando di non avere ben chiaro quale sia il confine fra ciò che attiene la figura pubblica o istituzionale che dir si voglia e ciò che invece è e deve gravitare solo nel privato“ incalza la forza d’opposizione, che conclude aggiungendo un ulteriore elemento: “La legge, proprio per scongiurare abusi di potere e atti illegittimi da parte di chi opera in nome del Comune, prevede che ogni delibera contenga il parere di legittimità a firma del dirigente:  un parere positivo contenuto anche  nella delibera di giunta 133/17  che non ha visto evidentemente  la Corte dei Conti della stessa “opinione” vista la condanna a rimborsare  il Comune per danno erariale”.

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