Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Housing sociale, in arrivo nuovi alloggi a canone calmierato grazie a un finanziamento regionale

Sono 43 quelli previsti nel riminese, l'assessora Lori: “Sosteniamo nuove forme di abitare per famiglie e lavoratori, con un intervento innovativo che riguarda anche servizi e spazi condivisi, rafforzando le relazioni di vicinato e favorendo il senso di comunità”

Si rafforza l’impegno della Regione per l’housing sociale con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di abitare capaci di rispondere in maniera concreta e innovativa a nuovi bisogni e a un’emergenza abitativa in crescita, specie per quanto riguarda l’offerta di abitazioni in affitto. Sono 140 gli alloggi di Edilizia residenziale sociale, di nuova costruzione o recuperati su abitazioni esistenti, che saranno destinati alla locazione a canone calmierato.

Questo il risultato del bando, rivolto a cooperative di abitazione, imprese costruttrici e loro consorzi, attraverso il quale la Regione nel dicembre scorso aveva messo a disposizione 7 milioni di euro. Nel dettaglio dei 140 alloggi, dieci sono previsti a Bologna, 41 a Rimini, due a Montefiore Conca (Rn), sei a Ravenna, 44 a Sassuolo (Mo), cinque nel comune di Forlì e 32 in quello di Cesena.

“Con questo intervento– osserva l’assessora alla Programmazione territoriale, Edilizia e Politiche abitative, Barbara Lori- abbiamo voluto intervenire sulla cosiddetta fascia grigia, quella che interessa famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’Edilizia residenziale pubblica, ma che sono comunque in difficoltà nel trovare casa sul libero mercato. Lo abbiamo fatto seguendo un approccio fortemente innovativo in quanto, oltre agli alloggi, si attivano servizi di tipo culturale, socio-assistenziale ed educativo con l’obiettivo di rafforzare le relazioni di vicinato e a livello di quartiere, favorendo il senso di comunità e appartenenza. Un’iniziativa tesa anche a sperimentare forme innovative di abitare e co-abitare già presenti in diversi Paesi dell’Unione Europea, capaci di rispondere ai bisogni emergenti come quello dei lavoratori a tempo determinato e degli studenti furi sede”. Nell’ultima seduta la Giunta regionale ha approvato la graduatoria, dando via libera alle domande ammesse al finanziamento.

Dei 140 alloggi – che sono destinati a famiglie con indicatore Isee fino a 35 mila euro -, 30 saranno in locazione permanente, oltre i 25 anni di locazione, mentre 110 avranno una durata più breve, ma non inferiore ai 10 anni. L’offerta sarà integrata, come richiesto dal bando, da servizi all’abitare: si tratta di servizi culturali, socioassistenziali e di sviluppo della comunità, che coinvolgeranno gli spazi comuni e saranno rivolti non solamente agli abitanti, ma anche al contesto del quartiere o della città.

Con l’approvazione della graduatoria, prende avvio già da questa settimana la seconda fase del percorso ideato dalla Regione per accompagnare lo sviluppo delle proposte attraverso un approccio, che integri il progetto architettonico con quello gestionale e sociale. Durante il percorso di accompagnamento, che segue l’evoluzione degli interventi, si potranno così condividere, tra pubblico e privato, gli aspetti qualitativi da potenziare in ciascuna proposta. Le imprese vincitrici del bando 2023 sono otto tra cooperative di abitazione, imprese private e loro consorzi. Hanno presentato progetti integrati, che prevedono anche interventi di elevata qualità sul piano urbanistico.

“In assenza di un quadro nazionale organico - spiega Petitti - l’Emilia-Romagna sta investendo tanto a livello di politiche abitative, basti pensare alle misure previste dal programma “Patto per la Casa Emilia-Romagna”. Il target di riferimento di questi interventi è costituito dalla cosiddetta fascia intermedia – o zona grigia-  composta  da quei nuclei familiari che non sono nelle condizioni di soddisfare autonomamente il proprio fabbisogno abitativo sul libero mercato, ma che allo stesso tempo non possono accedere all’edilizia residenziale pubblica, non possedendone i necessari requisiti. Saranno sostenute anche forme di abitare e co-abitare già presenti in diversi Paesi dell’Unione Europea, con un occhio ai nuovi target come i lavoratori a tempo determinato e gli studenti fuori sede. Un tema particolarmente sentito, vista la sua particolare connotazione socio economica, proprio a Rimini, a cui la Regione ha dedicato una buona parte di questo importante investimento ”.

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