Cronaca

I candidati per il territorio riminese alle elezione Regionali si incontrano a Unindustria

Il Presidente di Unindustria Rimini Paolo Maggioli, il Presidente di Ance Rimini Ulisse Pesaresi, il Presidente del Gruppo Giovani Industriali di Unindustria Rimini Maria Teresa Colombo hanno incontrato gli aspiranti consiglieri

Si è tenuto martedì mattina presso la sede di Unindustria Rimini l’incontro fra il Presidente di Unindustria Rimini Paolo Maggioli, il Presidente di Ance Rimini Ulisse Pesaresi, il Presidente del Gruppo Giovani Industriali di Unindustria Rimini Maria Teresa Colombo e i candidati per il territorio riminese alle prossime elezione Regionali. In rappresentanza degli schieramenti politici sono intervenuti: Marco Lombardi e Angelo Russo (Forza Italia), Gioenzo Renzi (Fratelli D’Italia Alleanza Nazionale), Sergio Valentini (L’Altra Emilia Romagna), Stefania Ferri e Sauro Pari (Lista Civica Liberi Cittadini), Fausto Antonino Battistel e Elena Cipolletta (Movimento Cinque Stelle), Addolorata di Campi (NCD Emilia Romagna Popolare), Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi (Partito Democratico).  In apertura d’incontro i Presidenti Maggioli, Pesaresi e Colombo, hanno presentato ai candidati i temi, le priorità  e le proposte degli imprenditori riminesi, in linea con i punti del documento di Confindustria Emilia Romagna “Il Punto di Svolta- Idee, proposte e priorità per il nuovo Governo Regionale”.

Fra questi, edilizia. Garantire la sopravvivenza e il rilancio del settore dell'edilizia, uno dei settori trainanti dell'economia. Pensando alle imprese è necessario ricordare che l'economia di qualsiasi paese può ripartire solo se anche il settore dell'edilizia si muove. Siamo tutti pienamente convinti che oggi non debba esserci altro consumo del territorio, ma anche che occorrano azioni immediate per la riqualificazione attraverso l'adozione degli strumenti di pianificazione urbanistica e una loro rapida attuazione. Infrastrutture. Fino a pochi anni fa, le fiere della regione agivano in concorrenza fra loro. Una modalità oggi impensabile perché per essere vincenti sul mercato internazionale è necessario operare in piena sinergia. Chiediamo quindi alla Regione di intervenire tempestivamente in questo senso al fine di scongiurare quello che si è verificato con gli aeroporti.  Auspichiamo che questa volta fra gli Aeroporti di Rimini, Bologna e Forlì si avvii una collaborazione reale, efficace e costruttiva. In particolare, per Rimini e Forlì, speriamo che non debba più vedersi fra i due scali la concorrenza del passato che tanto male ha fatto ai nostri due territori. Senza ovviamente dimenticare l’Alta Velocità indispensabile per tutta la Dorsale Adriatica.

Burocrazia. La riorganizzazione della macchina regionale deve produrre semplificazione. Cioè sfrondare procedure barocche, riaccorpare funzioni troppo parcellizzate, velocizzare gli adempimenti, dare certezze ai cittadini e trasparenza alla burocrazia.  Anche a questo avrebbe dovuto servire  lo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP). Ma in Regione ce ne sono ben 348, piccoli e periferici. Ne basterebbero 7 o 8, cioè uno o due per area vasta.  Spending review. In Emilia-Romagna il pubblico, tra Regione e Comuni, detiene partecipazioni in 499 società, con un immobilizzo di capitale pari a 5,3 miliardi di euro. Un centinaio di esse continua ad accumulare perdite, bruciando risorse che meglio sarebbero state utilizzate per altri fini. Privatizzare, dismettere e liberalizzare è sicuramente una strada da percorrere per reperire mezzi finanziari, ma anche per aprire nuove opportunità all’iniziativa provata.  Competitività e Investimenti. Gli investimenti delle imprese sono l’unico vero fattore in grado di riattivare una crescita robusta con effetti diffusivi su tutto il sistema economico sull’occupazione. Le imprese della regione confermano una forte propensione agli investimenti: più dell’80% prevede ogni anno di realizzarne, e circa il 50% ha “nei cassetti” programmi straordinari.  Ma una molteplicità di fattori li rallenta o li impedisce. Il prossimo Governo Regionale deve rimuovere questi ostacoli.  E’ indispensabile ricostruire i fondi per le imprese sino ad almeno 100 milioni di euro. 

Innovazione e Ricerca. Il sistema industriale regionale ha ben compreso che l’innovazione è la locomotiva dello sviluppo e la strada da percorrere per restare competitivi. 
Gli investimenti in ricerca delle imprese sono infatti in costante crescita. Ciononostante tutti gli indicatori, a partire dai brevetti e dalla spesa complessiva in R&R, ci dicono che siamo ancora lontani dalla regioni leader dell’Europa. Il sistema economico regionale delle ricerca e del trasferimento tecnologico alle aziende potrebbe dare un contributo più incisivo. Per migliorare occorre ridurre la frammentazione, aumentare l’integrazione e accrescere l’attenzione alle applicazioni produttive e ai bisogni delle piccole e medie aziende.  Risorse Umane.  Il tasso di disoccupazione all’8,7% che sale al 35% per i giovani e addirittura al 40% per i neo laureati. Le misure adottate a livello nazionale e recepite dalla Regione non hanno funzionato: non decolla il nuovo apprendistato, mentre la Garanzia Giovani e la staffetta generazionale si stanno rivelando un completo flop. Ciò è dovuto in parte alla recessione, ma anche all’eccesso di vincoli imposti dall’utilizzo dei nuovi strumenti. Molte imprese che continuano a crescere hanno difficoltà a reperire adeguate risorse umane qualificate. Occorre sbloccare subito questo sistema e creare una maggiore sintonia tra offerta formativa e mondo dell’impresa. 

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