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I commercianti del centro scrivono a Bonaccini: "Fateci aprire nei feriali o su appuntamento"

Monta la protesta anche tra le attività della rete Mio: "Pronti a rialzare le saracinesche da martedì prossimo"

Monta la protesta dei commercianti a Rimini. Con la rete Mio pronta a rialzare le saracinesche da martedì prossimo. Mentre la Confcommercio provinciale definisce inaccettabile la zona rossa fino alla fine di aprile. Lucio Paesani, responsabile regionale di Mio e candidato sindaco a Rimini, in una "lettera all'amico" assessore alle Attività produttive Jamil Sadegholvaad afferma che "i ristoratori il 6 riapriranno. Distanziati, igienizzati, rispettosi di un protocollo cui si sono adeguati. E lo faranno, dopo 14 mesi di attesa non corrisposta". E dopo aver perso la Pasqua che "per molti significa morte. Ma dal 6 aprile- ecco l'hashtag- #noilavoriamo perché il Dpcm finisce il 5 e vi concediamo la possibilità di non sbagliare più". E, aggiunge, "lo faremo per vivere come fece chi aderì alla resistenza, senza curarsi del rischio". I commercianti del centro storico di Rimini affidano invece a una lettera al presidente di Confcommercio provinciale, Gianni Indino, da far pervenire alla Regione, la loro "arrabbiatura. Siamo tanti- spiegano Patrizia Mainardi e Katia Damiani-commercianti del centro storico di Rimini, ma racchiusi in pochissime categorie e ci sentiamo fortemente discriminati da questa ennesima imposizione di chiusura". In città, aggiungono, tutto "prosegue come se niente fosse, mentre noi siamo obbligati a tenere le serrande abbassate. Così non si può continuare", sostengono, non alla ricerca di "maggiori sostegni" ma di "poter lavorare". Si possono "aprire i negozi su appuntamento, oppure solamente durante i giorni feriali", propongono, ribadendo che "le persone si stanno stancando e tra poco a rischio non ci saranno solo le nostre attivita', ma la tenuta sociale".

Dal canto suo Indino conferma che "bar, ristoranti, negozi al dettaglio non alimentare sono allo stremo". Ed "essere gli unici demonizzati, vilipesi, presi a capro espiatorio non fa che acuire differenze e strappi economico-sociali". Per questo conclude, "una possibile uscita dalla zona rossa solo a fine aprile non è accettabile e continueremo a protestare finché non si adotteranno soluzioni di buonsenso". (fonte Dire)

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