Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

I ristoratori dell'Emilia Romagna fanno quadrato: sì ai voucher e abbattimento delle tasse locali

L'obiettivo è arrivare al Governo per quanto riguarda gli aspetti concreti dell'attività e fornire "un supporto a chi deve decidere i protocolli e aiuti"

L'obiettivo è fornire "un supporto a chi deve decidere i protocolli e aiuti" a un mondo, quello della ristorazione, che sta ancora cercando la maniera giusta per ripartire dopo due mesi di lockdown e far dunque "sentire la voce dei professionisti": insomma, far pesare l'impatto nella vita reale delle valutazioni a tavolino che si fanno nei palazzi. Nasce con questo intento il manifesto dei Ristoratori dell'Emilia-Romagna un movimento trasversale, non legato ad associazioni imprenditoriali, che riunisce oltre 700 tra i professionisti del settore in regione. Con un 'coast-to-coast' da Piacenza a Rimini, oggi il movimento si è presentato alle piazze dove hanno spiegato i 24 punti contenuti nel manifesto. A Rimini l'appuntamento è andato in scena davanto al Bounty di Marina Centro dove è stato spiegato l'idea è quella di supportare chi in questo momento dovrà stabilire le regole per una riapertura sicura: l'obiettivo è arrivare infatti al Governo per quanto riguarda gli aspetti concreti dell'attività. Dall'ipotesi di stabilire ingressi e uscite separate per ogni locale, alle modalità di posizionamento del tanto chiacchierato plexiglass dato che "Non ha senso dividere una famiglia di quattro persone che arriva con la stessa auto", alla consegna del foglio del menu, fino alla questione degli stipendi e del personale.

Al momento, il neonato movimento ha ottenuto un incontro con l'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, che si replicherà probabilmente la settimana prossima. Nel manifesto si auspica un ritorno dei voucher come modalità di pagamento. Per quanto riguarda le altre proposte, i ristoratori chiedono di sospendere leasing e mutui e di prolungare la cassa integrazione straordinaria fino a fine anno, di ottenere un credito d'imposta al 60% dei canoni di locazione riconosciuto al proprietario degli immobili commerciali fino al 31 dicembre 2020 con il rimanente 40% a carico del locatore e misura semplificata (cedolare secca), per poi concentrarsi sugli interventi che cancellino le imposte locali per il 2020 (Tari, Imu, suolo pubblico ecc) e tariffario ridotto del 50% per i primi sei mesi del 2021, allungamento degli orari di apertura delle attivita' almeno nel weekend.

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