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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

I sindacati della Polizia Penitenziaria: ai Casetti "una situazione insostenibile"

Le sigle sindacali hanno incontrato il Prefetto di Rimini per fare il punto sulla casa circondariale: “Siamo al collasso e nessuno ha voglia di ascoltare il nostro grido di richiesta di aiuto"

Le organizzazioni sindacali del personale di Polizia Penitenziaria, hanno incontrato il Prefetto di Rimini per chiedere l’intervento di tutte le autorità e per denunciare "lo stato di abbandono" in cui versano gli agenti in servizio ai “Casetti” di Rimini. I sindacati evidenziano come il Prefetto, al momento, "sia stata l’unica Autorità a raccogliere l’appello", dimostrandosi da subito sensibile alle problematiche rappresentate, tra le quali: l’esiguo numero di agenti in forza la cui pianta organica conta 150 unità, ma attualmente ne sono assegnate solo 109, di queste 20 sono assenti a vario titolo da lungo tempo senza contare quelle prossime alla pensione.

Le aggressioni da parte dei detenuti con l’aggravio dal sempre maggiore carico di lavoro che quotidianamente viene attribuito alla Polizia Penitenziaria, non solo in termini di lavoro straordinario, ma anche in termini di quantità di detenuti da gestire e di più posti di servizio da gestire e controllare. La continua soppressione di posti di servizio cd. sensibili dei Casetti, può mettere seriamente a rischio l’ordine e la sicurezza. Il presidio sanitario dei Casetti, che da un po’ di tempo è ridotto, gravando sul sistema sanitario della cittadinanza distogliendo il medico che opera nel servizio di Guardia medica già dalle 20:00, gravando ulteriormente sugli operatori di polizia penitenziaria in caso il medico rinvii il caso all’Ospedale riminese, distogliendo anch’esse (dalle 2 alle 3 unità) dal servizio interno.

“Una situazione insostenibile”, ribadiscono i Sindacati, seriamente preoccupati del "tragico scenario" che si presenta quotidianamente aggravandosi giorno dopo giorno. “Purtroppo - spiegano in una nota stampa - il personale non solo deve fronteggiare, in piena solitudine, queste criticità ed emergenze quotidiane, ma deve subire anche l’indifferenza e la scarsa sensibilità degli organi gerarchici superiori". "Questo stato di cose oramai divenuto ingestibile”, hanno sostenuto i sindacati, ed attestano che con l’attuale stato di cose non è assolutamente possibile garantire al personale della Casa Circondariale di Rimini le tante agogniate ferie, i riposi settimanali ed i restanti diritti riconosciuti dalla Legge ed hanno dichiarato che: “Il personale oramai allo stremo. Deluso, arrabbiato e demotivato. Il personale continua ad operare nell’istituto in gravissime condizioni operative ed adesso si chiede che le Autorità facciano qualcosa di concreto per l’istituto riminese dei Casetti”. I sindacati chiosano : “Siamo al collasso e nessuno ha voglia di ascoltare il nostro grido di richiesta di aiuto. Il Signor Prefetto ha preso atto delle nostre ragioni e si impegnato a intercedere con tutti gli Organi Competenti sia Periferici che Centrali dell’Amministrazione Penitenziaria affinché mettano in pratica tutte le iniziative possibili dirette alla risoluzione delle gravi problematiche evidenziate".

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