I sindacati in piazza per lo sciopero: "Con la riforma 4mila disoccupati in più"

A Rimini per lo sciopero generale contro il Jobs act e le politiche del governo Renzi scendono per le strade almeno in un migliaio

Si parte dall'Arco d'Augusto, con le parole del pezzo rap di Caparezza "Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)" e il corteo aperto da 13 lettere che formano "Lavoro e Onesta'". Con le bandiere rosse e blu di Cgil e Uil, e l'incessante suono dei fischietti. A Rimini per lo sciopero generale contro il Jobs act e le politiche del governo Renzi scendono per le strade almeno in un migliaio. Il corteo si snoda per le vie del centro rumoroso ma tranquillo, tra le bancarelle del mercatino di Natale e gli abeti addobbati. La tappa finale è piazza Cavour per i discorsi dei segretari provinciali e del segretario nazionale Uiltucs, Brunetto Boco. Con Graziano Urbinati della Cgil che tuona sugli "800 passaggi di proprietà negli alberghi" e San Marino "cassaforte della mafia". Nessun momento di tensione durante la manifestazione. Lavoratori e pensionati sfilano dietro gli striscioni, quello della Fiom e delle Rsu dell'azienda Valentini, della Scm e dei dipendenti di Zara. Non mancano i richiami alla tradizione dello sciopero e della sinistra, da "Contessa" e "Bella Ciao" "sparate" dalla Fiat Multipla della Cgil assieme al refrain "Poletti dimettiti", al "vecchietto" con la bandiera falce e martello. 

Graziano Urbinati, segretario generale della Cgil di Rimini, annuncia la richiesta di apertura di un tavolo provinciale su ogni crisi in corso, dall'Ausl all'aeroporto. E ribadisce la necessità di una stazione unica appaltante. "A Rimini - ricorda alla folla di piazza Cavour - ci saranno quattromila disoccupati in più con la riforma in atto e la cancellazione dell'articolo 18". E la fase successiva sarà "l'annullamento della cassa integrazione". Lo slogan del governo, attacca, è "zitto e lavorare. Niente malattia, niente pensioni. Una mascalzonata". Intanto "negli ultimi anni ci sono stati 800 passaggi di proprietà negli alberghi e a 15 chilometri da questa piazza c'è la cassaforte delle mafie e delle tangenti". La politica "esce sconfitta" anche nel sostegno alla famiglia, gli fa eco il segretario territoriale Uil Giuseppina Morolli. Così chiude il nido di Viserbella.

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Infine il segretario nazionale Uiltucs, Brunetto Boco: "Si sciopera contro la rassegnazione e contro la povertà imposta. Per cambiare e per la speranza", sottolinea ricordando i tre milioni di persone senza lavoro e il 45% di disoccupazione giovanile. "Non si può - aggiunge - teorizzare la libertà per i datori di lavoro di licenziare. Questa è l'Italia degli ignoranti". Per cui la lotta andrà avanti, "ci batteremo per un'Italia giusta ed è tempo che i sindacati tornino uniti".

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