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I sindacati in piazza per protestare contro la legge di Stabilità del governo

Sciopero territoriale di 4 ore per il provvedimento che continua a non dare risposte utili per uscire dalla crisi. CGIL, CISL e UIL ritengono indispensabile agire per un taglio significativo della spesa pubblica improduttiva e dei costi della politica

Nonostante la difficile situazione economica ed occupazionale, nonostante la pioggia, venerdì mattina lavoratori e pensionati hanno preso parte alla manifestazione che si è tenuta in piazza Cavour organizzata da CGIL CISL UIL in occasione dello sciopero territoriale di 4 ore (nei prossimi giorni si avranno dati più certi sull’adesione allo sciopero). Come si sta facendo in tutte le principali piazze d’Italia, lavoratori e pensionati hanno protestato contro la Legge di Stabilità del Governo che continua a non dare risposte utili per uscire dalla crisi. Prima che prendesse la parola il Segretario nazionale della CISL, Piero Ragazzini, si sono avvicendati al microfono alcuni lavoratori e pensionati per raccontare, dal vivo della loro esperienza, i problemi con cui tutti i giorni nel mondo del lavoro e fuori di esso bisogna fare i conti. L’occupazione prima di tutto, un futuro per i giovani che oggi mancano di qualsiasi prospettiva, l’assistenza  e il sostegno per i più anziani. Hanno parlato Marilena Calipari RSU dell’USL, Marta Righetti della Fisascat, Maria Martella pensionata della UIL e Paride Neri invitato come rappresentante dei lavoratori frontalieri.

"Lo sciopero è l’inizio di una nuova fase di mobilitazione unitaria - scrivono i sindacati - che continuerà nei luoghi di lavoro perché c’è bisogno di consapevolezza e di partecipazione se si vuole cambiare la politica economica e sociale sia in Italia che in Europa. CGIL, CISL e UIL ritengono indispensabile agire per un taglio significativo della spesa pubblica improduttiva e dei costi della politica. Dall’efficienza e dalla revisione dei livelli istituzionali, dalla riqualificazione della spesa pubblica e dal rafforzamento della lotta alla corruzione, dipende la qualità dei servizi per i cittadini. Chiedendo di cambiare la Legge di Stabilità, CGIL CISL e UIL hanno presentato proprie proposte per ottenere innanzitutto che vengano spostate risorse su lavoro, pensioni e investimenti, risorse che devono essere recuperate tassando le rendite, i grandi patrimoni e combattendo l’evasione fiscale. E proprio oggi suona come una beffa la notizia che, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia, i lavoratori dipendenti sono più ricchi dei proprietari delle imprese. Ed è l’evasione, a Rimini come altrove, o forse più che altrove, il buco nero dove vengono risucchiati tutti i sacrifici dei lavoratori e dei cittadini onesti. La possibilità di uscirne c’è, ma devono cambiare le politiche di chi governa. Questo è ciò che, anche con questo sciopero, hanno chiesto CGIL CISL UIL"

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