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I sindacati plaudono al protocollo antimafia negli hotel e chiedono di aggiungere un patto sociale

Per le sigle sindacali gli incentivi introdotti a causa del Covid andrebbero erogati alle imprese con le carte "davvero in regola"

Il lavoro e la sua rappresentanza "sono entrati finalmente a pieno titolo" nel Protocollo per la legalità e lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero firmato ieri in Prefettura a Rimini. La versione precedente del 2013, infatti, spiegano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Isabella Pavolucci, Paola Taddei e Giuseppina Morolli, non aveva posto "sufficiente importanza al rapporto tra sfruttamento del lavoro e illegalità". Così le parti sociali ritengono "molto positivo aver definito in maniera dettagliata e non più solo enunciate le politiche che occorre mettere in atto per la diffusione della cultura della legalità". Da qui il ringraziamento ai prefetti Alessandra Camporota e Giuseppe Forlenza che si sono avvicendati in questo periodo, a Marisa Amabile che ha coordinato il lavoro tecnico con il suo staff e a tutte le parti sottoscrittrici. I sindacati chiedono ora di "aprire una fase di confronto per raggiungere un patto sociale e una contrattazione territoriale con le associazioni e gli enti locali per sostenere un nuovo modello di turismo che sia punto di riferimento internazionale e attrattivo di investimenti sani". Sotto questo punto di vista gli incentivi introdotti a causa del Covid, che i sindacati vorrebbero "al più presto sostituiti da risorse e finanziamenti su progetti di più ampio respiro", vanno erogati alle imprese con le carte "davvero in regola".

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