Il bambino salvato dal pibe de oro: "Maradona è stato il mio secondo papà"

A distanza di 35 anni Luca Quarto racconta della partita benefica a cui partecipò il campione argentino per una raccolta fondi per curarlo

Una storia incredibile quella del piccolo Luca di Acerra, che dimostrò l’umanità di Diego Armando Maradona già agli inizi della sua straordinaria carriera. L’acerrano aveva pochi mesi quando il Pibe de Oro, nel lontano 1985, gli salvò letteralmente la vita. L’allora bambino soffriva di una malformazione al palato, la labioschisi, ma i fondi familiari non erano abbastanza per effettuare l’operazione delicata. Fu così che Pietro Puzone, amico di D10S, organizzò un’amichevole tra Napoli ed Acerrana allo stadio comunale, per raccogliere i fondi necessari per l’intervento. Impianto che circa 3 anni fa è stato abbattuto per creare una villa pubblica, spostando la squadra locale all’Arcoleo, altro campo da calcio ristrutturato. Dopo la morte di Diego lo scorso 25 novembre, il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha annunciato che proprio questo parco comunale, che 35 anni fa sotto forma di Stadio aveva ospitato il più grande di tutti i tempi, sarà intitolato al Diez.

Torniamo adesso alla storia del piccolo Luca, oggi 36enne, che ha potuto vivere in salute solo grazie all’operato di Diego Armando Maradona e a quella famosa partita. Con i ricavi dell’amichevole infatti fu sottoposto ad una serie di delicati interventi chirurgici in Svizzera, che permisero al bambino di pochi mesi di sopravvivere alla malformazione e guarire completamente. Luca Quarto non ha mai smesso di ringraziare il Pibe de Oro, che ha anche incontrato, nel 2002, in un episodio della trasmissione C’è posta per te di Maria De Filippi. In quel caso ha potuto ringraziarlo di persona, visibilmente commosso. Quel bambino salvato da Diego ora vive a Bellaria, insieme alla madre, e dove in estate gestisce un piccolo negozio di costumi. Oggi ha spiegato all’ANSA la propria reazione dopo la scomparsa dell’eterno Maradona: “Gli sarò grato per sempre. Ora mi sento come se avessi perso il mio secondo papà“.

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