Il Borgo San Giuliano perde il suo "sindaco": addio a "Cico"

Enzo Cicchetti è stato una colonna del borgo e negli anni Settanta si era battuto affinché il quartiere non venisse snaturato

Il borgo San Giuliano di Rimini perde il suo "sindaco". Veniva chiamato così Enzo Cicchetti, per "Cico", scomparso domenica a 83 anni. Nei giorni scorsi aveva avuto un problema di salute. Cico è stato una vera e propria colonna del borgo, portando avanti una battaglia nei decenni scorsi affinché il quartiere non venisse snaturato. In queste ore sono tanti i borghigiani di tutte le età a ricordarlo, con frasi d'affetto e ricordi personali sulle varie pagine facebook, fra cui l'avvocato Moreno Maresi che ripercorre anni di amicizia: "Il Borgo perde un pezzo importante della sua storia, io perdo invece quelle lunghe chiacchierate dove Cico con simpatia ed arguzia, mescolava vicende politiche e giudiziarie e mi chiedeva alla fine cosa ne pensavo. Sono addolorato per la sua scomparsa ma il Sindaco del Borgo, resterà sempre nei miei ricordi e nel mio cuore". E, ancora Enrica Mancini, al timone della trattoria La Marianna, oppure l'illustratrice Marianna Balducci, insieme a tante altre voci.

Cico è stato anche fra i protagonisti del documentario di Alessandra Gori, presentato nel 2015, "E' Borg, che patachedi". E Cicchetti è stata anche una firma del giornalino di quartiere e le sue testimonianza non andranno perse perché sono custoditi negli archivi della Società dè Borg. E gli stessi borghigiani lo saluteranno simbolicamente in questi giorni. 

E proprio la Società dè Borg lo ricorda sulla sua pagina facebook con parole di grande affetto. "Ci sono persone che non passano inosservate, a volte per questione effimere o eccentriche... altre volte perché umanamente fanno la differenza. Cico probabilmente apparteneva a quest'ultimo gruppetto di persone, perché abbinava la sua naturale empatia alla curiosità,  alla voglia di capire, ad agire per il bene comune. E' grazie anche alla sua visione ed al suo impegno se oggi possiamo godere del Borgo così come lo conosciamo oggi (un dedalo di stradine e case con la loro identità) e non invece l'alveare popolare ipotizzato negli anni '70.
L'impegno politico abbinato alla passione umana e viceversa,  perché difficilmente Cico avrebbe potuto separare l'una dall'altra. Allora Cico, prima del saluto e delle condoglianze alla famiglia, vogliamo dirti il nostro grazie. E' stata una fortuna incontrarti e vivere assieme a te il "borgo" che hai amato con generosità".

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