Il Comune di Morciano di Romagna recede dalle convenzioni con l'Unione Valconca

La decisione presa dal consiglio comunale dopo che l'ente ha "dimostrato tutti i limiti organizzativi e funzionali dell'organizzazione della pubblica amministrazione ai vari livelli"

Il Comune di Morciano di Romagna recede dalle convenzioni con l'Unione Valconca a partire dal 1° gennaio 2021 pur rimanendo tra i Comuni fondatori dell'ente. E' questa la delibera oggetto delle determinazioni del Consiglio comunale di martedì. Una decisione a lungo ponderata ma non più rinviabile che arriva, secondo una nota dal Comune, "a maggior ragione dopo l'emergenza Covid-19 che ha dimostrato tutti i limiti organizzativi e funzionali dell'organizzazione della pubblica amministrazione ai vari livelli. L'amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, si è infatti posta l'obiettivo di ottimizzare le risorse a disposizione e di migliorare la qualità dei servizi per i cittadini. Obiettivo che, ad una lucida analisi, risulta inficiato dalle lacune dell'ente sovraccomunale". “Appare ormai evidente – argomenta Andrea Agostini, assessore al Bilancio e vicesindaco – come la gestione all'interno dell'Unione necessiti di veder realizzate le finalità di efficienza, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza ed economicità imposte dalla normativa nella gestione dei diversi servizi. Nel tempo si sono riscontrate sempre maggiori difficoltà nell’erogazione dei servizi gestiti dall’Unione della Valconca mentre allo stesso tempo si sono palesate diverse criticità gestionali (mancanza di struttura adeguata, personale insufficiente ecc.). Ciò ci porta ad affermare che la gestione unitaria delle funzioni oggi delegate all'Unione non sia stata messa nella condizione di misurarsi con le normative via via intervenute divenendo essa stessa obsoleta e non più adeguata alle necessità attuali”.

“A ciò – prosegue Agostini - si aggiungono situazione conflittuali mai sanate (delle quali le più importanti sono legate alla Rsa 'Gli Ulivi' e al mancato adempimento ad accordi transattivi da parte dell’Unione della Valconca in merito al rilascio di immobili di proprietà del Comune di Morciano di Romagna e ad altri contenziosi precedenti) che evidenzia l’impossibilità di una interlocuzione costruttiva e reciproca in materia di gestione dei servizi delegati”. Senza considerare poi la “quasi generalizzata mancanza di qualsiasi rendicontazione sulla qualità e i costi dei servizi, a dispetto degli obblighi previsti dalle varie convenzioni, come evidenziato dalla ricognizione effettuata dagli uffici comunali".
“Non possiamo non considerare – precisa Agostini – che il Comune di Morciano partecipa alle spese dell'Unione con una somma che supera i 200mila euro se si considerano i costi diretti, i mancati introiti e i redditi da locazione. Somma che non appare più giustificata dalla qualità e modalità dei servizi erogati. Ma a destare seri dubbi è anche il meccanismo decisionale alla base dello statuto dell'Unione, in virtù del quale ciascun Comune detiene il medesimo potere di voto e viene posto sullo stesso piano per quanto attiene le decisioni più rilevanti: si crea così una situazione paradossale, in cui Morciano ha lo stesso peso politico e amministrativo rispetto a realtà di poche centinaia di abitanti. Un quadro che mette inevitabilmente l'amministrazione comunale nelle condizioni di effettuare una scelta volta a salvaguardare e tutelare il futuro della comunità morcianese. Una necessità che non può essere sottovalutata soprattutto dopo l'emergenza Covid-19, che ad una prima stima costerà al bilancio comunale tra i 200mila e i 300mila euro tra mancate entrate e maggiori spese".

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"Avremmo voluto evitare di giungere a questa decisione - conclude il vice-sindaco - ma i vari appelli, come quello per la revisione delle convenzioni, non in linea con le mutate esigenze del territorio, e dello statuto, sono sempre caduti nel vuoto”. Il dato economico più rilevante è comunque dato dal fatto che, dalle analisi condotte dagli organi tecnici comunali, la riassunzione delle competenze in capo al comune non solo non creerebbe scossoni ma migliorerebbe il risultato del bilancio morcianese creando le condizioni per una maggiore presenza di servizi considerati strategici dal comune di Morciano quali polizia municipale, attività economiche e protezione civile. Rimane ferma la volontà collaborativa dell'amministrazione comunale di condividere con il territorio le modalità di superamento delle difficoltà odierne per una più appropriata gestione dei servizi pubblici locali.

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