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Il Comune di Riccione rassicura: "Nessuna tassa di scopo"

L’Amministrazione si sta apprestando a lavorare sul bilancio 2013, ma mai in nessuna sede ufficiale e non ufficiale si è discusso della suddetta ipotesi.

L’Amministrazione Comunale di Riccione, sulla questione della ipotetica tassa di scopo, afferma: “Quanto riportato sulla stampa nella giornata di ieri, circa la volontà del Comune di Riccione di introdurre un ulteriore balzello, una non identificata imposta di scopo, che andrebbe a colpire le partite Iva, non corrisponde a verità. E’ una notizia senza fondamento, che crea solo confusione e danno alla città”.

“L’Amministrazione si sta apprestando a lavorare sul bilancio 2013, ma mai in nessuna sede ufficiale e non ufficiale si è discusso della suddetta ipotesi. Anzi, si precisa che il bilancio 2012, con la manovra IMU, ha cercato in tutti i modi possibili di alleggerire il peso del tributo sulle attività artigianali e commerciali e sulle famiglie colpendo principalmente i possessori di patrimonio non produttivo e tenendo le relative aliquote al minimo di legge”.

In sede di verifica degli equilibri di bilancio poi, nonostante gli ulteriori tagli indotti dal D.L. 95/2012 che per il Comune di Riccione ammontano a oltre 526.000 euro, si è lavorato su economie di gestione e razionalizzazioni di spesa, senza intaccare in alcun modo gli stanziamenti destinati al sociale ai servizi alla persona e alle attività produttive. Bene sono andati gli incassi IMU rispetto alle previsioni, bene i dati sui trasferimenti erariali che tanto avevano preoccupato l’Amministrazione di Riccione e altri enti, in conseguenza della supervalutazione del gettito IMU effettuata dal Ministero della Economia e Finanza. In conseguenza di tutto ciò il Comune potrà svincolare una buona parte del Fondo di salvaguardia, costituito dal Consiglio in sede di approvazione del bilancio e vincolato alle verifiche in materia di IMU, oneri, trasferimento dello Stato.

Conclude la nota del comune di Riccione: “Questa politica, di tutela e salvaguardia delle fasce della popolazione più colpite dalla crisi e delle attività produttive dovrà necessariamente caratterizzare anche il bilancio 2013, di cui si e’ appena cominciato a parlare. E lavoreremo garantendo come lo scorso anno il massimo della partecipazione e del coinvolgimento. Sarà un lavoro duro in quanto i limiti imposti e gli ulteriori tagli richiederanno oculatezza e scelte precise e forti. Il gruppo di lavoro consigliare è già all’opera e contiamo di fare, così come fatto lo scorso anno, una programmazione capace di dare ancora più solidità alla programmazione finanziaria garantendo trasparenza e partecipazione. E soprattutto un bilancio sano” .

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