Il Comune di Rimini: "Per il welfare spesi oltre 26 milioni di euro"

Sono 8.472 i cittadini meno fortunati seguiti dall'Amministrazione attraverso una serie diversificata e dinamica di interventi in grado di coprire le diverse aree di intervento sociale

Oltre 26 milioni di euro per assistere 8.472 cittadini. Sono i numeri dello sforzo del Comune di Rimini per sostenere le persone meno fortunate, attraverso una serie diversificata e dinamica di interventi in grado di coprire le diverse aree di intervento sociale, dagli anziani ai disabili, dalla tutela minori al disagio economico e sociale, fino gli interventi di edilizia sociale. Più nel dettaglio, per i 2.472 anziani assistiti Palazzo Garampi investe 11,5 milioni di euro, con oltre la metà degli interventi per le strutture residenziali e il resto tra assistenza domiciliare, assegni di cura e servizi per la domiciliarietà. Per i 722 disabili, interventi per 6,8 milioni di euro. Anche in questo caso sono le strutture residenziali a intercettare la parte principale degli interventi, seguite dalle terapie occupazionali, dal trasporto, gli assegni di cura, l'assistenza domiciliare e i tirocini formativi. A questi vanno aggiunte le risorse destinate, nello specifico, al sostegno scolastico per l'handicap, 3,46 milioni di euro per 525 alunni. Ancora.

Sono 628 i minori assistiti grazie ad interventi per 3 46 milioni di euro tra cui, in particolare, strutture per minori, ma anche gruppi educativi territoriali, affido, trasporti e domiciliarietà. Arrivando al disagio economico e sociale sono 532 i cittadini raggiunti tra sportello sociale, emergenza abitativa, residence dei babbi e albergo sociale, housing first. Per una spesa di 890.000 euro. Per l'edilizia sociale, sono 2.536 gli inquilini nei 1.195 alloggi di Erp e 1.057 nei 318 alloggi a canone calmierato. Si tratta insomma, commenta il vicesindaco Gloria Lisi, di "un'assistenza quotidiana, lontana dai riflettori, ma vicino alle famiglie di tutti i riminesi". A Rimini, aggiunge, sono "migliaia i servizi offerti in un corposo sistema di interventi a sostegno e protezione della nostra parte di comunità più debole". Servizi, conclude Lisi, che non "mettiamo in discussione anche dove lo Stato ha fatto dei passi indietro, sostituendoci in qualche caso a lui". 
(Agenzia Dire)

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