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Il consiglio comunale nomina Patrick Zaki cittadino onorario di Rimini

Per Nadia Rossi rappresenta "un gesto già portato avanti da altri Comuni del riminese che dimostra che il nostro territorio, insieme a Bologna, all'Emilia-Romagna e all'Italia intera"

Il Consiglio comunale di Rimini è espresso favorevolmente sulla cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell'Alma Mater di Bologna ormai da oltre un anno in carcere nel suo Paese d'origine. La seduta "solenne", come da ordine dei lavori dell'assise, è caduta nel giorno in cui il Tribunale del Cairo ha rinnovato per altri 45 giorni la custodia cautelare, respingendo anche la richiesta del cambio dei giudici. La cittadinanza onoraria a Rimini, sottolinea sui social il consigliere regionale del Partito democratico Nadia Rossi, rappresenta "un gesto già portato avanti da altri Comuni del riminese che dimostra che il nostro territorio, insieme a Bologna, all'Emilia-Romagna e all'Italia intera, c'è e farà quanto possibile per la tutela dei diritti umani". L'assessore Jamil SAdegholvaad ha aggiunto che "Per certi versi Zaki è un simbolo di chi in tante, ahimè troppe, parti del mondo si batte per le libertà individuali e sociali". 

“Il caso di Patrick George Zaki, detenuto nel suo paese di origine, per le sue idee e per il suo attivismo a tutela dei diritti, sembra in apparenza un fatto distante da noi, peraltro in un momento storico dove siamo tutti distolti da tanti e diversi problemi. È vero però il contrario - commenta Moreno Maresi, presidente dell’associazione Sarà. - Questa vicenda infatti è quantomai a noi vicina, perché riguarda il non lasciar nulla di intentato per tutelare l’esercizio dei diritti democratici e del bene “libertà"; valori che non hanno cittadinanza”.  Oltre al capoluogo di provincia, il riconoscimento per il giovane ricercatore egiziano era già arrivato dai Comuni di Cattolica, Gemmano, Santarcangelo di Romagna e San Giovanni in Marignano: segnale che la nostra terra è sensibile a questi temi e deve continuare ad esserlo. Il percorso per la cittadinanza italiana, che permetterebbe a Zaki di godere di maggiori tutele nei confronti della giustizia egiziana, è già attivo a livello nazionale. Ma la strada è ancora lunga e come dimostrano le ultime notizie dal Cairo, non si può spegnere la luce su una vicenda di civiltà. Zaki si trova infatti in uno stato psicologico pessimo, ad un anno dalla sua ingiusta carcerazione preventiva: dopo l’esito dell’ultima udienza che proroga la sua detenzione per altri 45 giorni, i componenti dell’associazione riminese continuano a chiederne la liberazione e l’unione delle forze, istituzionali e civili, per la tutela dei suoi diritti. "L’iniziativa di Sarà. ha trovato larga condivisione sul nostro territorio e il riconoscimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Rimini ne è l’ultima e significativa testimonianza - conclude Maresi. - Un ringraziamento quindi al Consiglio comunale di Rimini, al Sindaco Andrea Gnassi, ai Sindaci dei Comuni del riminese, alla Provincia ed a tutti quelli che si sono battuti, anche con un piccolo gesto, per Patrick Zaki e per i diritti umani".

"Ringraziamo sentitamente il Consiglio Comunale di Rimini e il Sindaco Andrea Gnassi - hanno dichiarato le associazioni Amnesty International Rimini, Inoltre - Alternativa Progressista, Legambiente ONLUS, Arcigay Rimini "Alan Turing" e Station To Station - per aver riconosciuto la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki. Un particolare ringraziamento alla Presidente del Consiglio Sara Donati che ha sostenuto fortemente questa iniziativa, anche con l'esposizione del ritratto di Patrick in consiglio comunale lo scorso dicembre. È un grazie che proviene dalle associazioni e dalle persone che da tempo si battono per la liberazione di Patrick Zaki, incarcerato ingiustamente e vittima innocente di una guerra ai valori di libertà che caratterizzano la nostra democrazia. Un gesto alto e profondo, quello compiuto dal Consiglio Comunale di Rimini. Questo ampio fronte in difesa di Patrick Zaki sostiene le persone che più hanno bisogno di tutela. Con la difesa di Patrick Zaki difendiamo i nostri fratelli e sorelle, le nostre figlie e i nostri figli e chiunque sia parte di una società che non deve mai abbandonare nessuno. Abbracciare la causa di Zaky significa cercare di costruire un mondo migliore, dove ogni persona possa essere libera di esprimere le proprie idee e il proprio essere, dove non prevalga la paura, dove i diritti fondamentali siano garantiti senza discriminazione alcuna."

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