Il coronavirus uccide Sepúlveda, lo scrittore era presidente onorario dell'associazione Tonino Guerra

A marzo avrebbe dovuto partecipare alle celebrazioni in occasione del centenario della nascita di Guerra, eventi poi annullati per l'emergenza sanitaria

Il mondo della cultura perde lo scrittore cileno Luis Sepúlveda, deceduto giovedì mattina a 70 anni dopo una lunga battaglia contro il coronavirus. Tra le migliaia di messaggi di cordoglio da tutto il mondo ci sono anche quelli del sindaco di Santarcangelo Alice Parma, del Comune di Pennabilli, del sindaco di Rimini Andrea Gnassi e dell'Associazione Tonino Guerra, di cui era presidente onorario dal maggio 2018. Proprio lo scorso marzo avrebbe dovuto dare avvio nel borgo clementino alle celebrazioni per il centenario della nascita di Guerra. Eventi poi rimandati proprio per l'emergenza Covid-19. Lo scrittore aveva conosciuto il poeta e sceneggiatore romagnolo nel 2000 e da quel momento i due artisti erano rimasti legati da stima e amicizia.

L'autore era ricoverato da fine febbraio all'ospedale di Oviedo, dopo aver contratto il coronavirus durante un festival letterario in Portogallo. Anche la moglie Carmen Yanes era stata ricoverata, e a metà marzo aveva smentito che suo marito fosse in coma. Negli ultimi giorni, però, le condizioni dello scrittore si sono aggravate, fino alla morte. "Con lui, abbiamo perso una voce importante della cultura internazionale ma anche un amico della nostra città e della cultura santarcangiolese - scrive Alice Parma - Come Tonino Guerra, aveva soprattutto la capacità di esprimere i pensieri più alti e raccontare le più profonde relazioni umane con le parole più semplici, dietro le quali noi tutti potevamo ritrovare significati immensi.

sepulveda - andrea guerra-2

Il sindaco Parma scrive nel ricordo sulla sua pagina facebook una frase dello scrittore tratta da 'Cena con poeti morti': "Gli amici non muoiono e basta: «ci» muoiono, una forza atroce ci mutila della loro compagnia e poi dobbiamo continuare a vivere con quei vuoti nelle ossa".

L'addio

A piangere l'artista sono tantissimi esponenti del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo. E sono milioni i lettori che lo ricordano come un uomo libero, un attivista che per tutta la vita è rimasto fedele ai suoi sogni perché, come aveva scritto nel suo romanzo "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, soltanto così riusciremo ad essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo".

Vita e carriera

Sepulveda era nato nel 1949 a Ovalle, in Cile, ed era cresciuto a Valparaiso, con il nonno paterno e con uno zio che gli instillarono l'amore per i romanzi di avventura di Cervantes, Salgari, Conrad, Melville. Da ragazzo si iscrisse alla Gioventù Comunista e iniziò a lavorare al quotidiano Clarín. Nel 1969 vinse una borsa di studio di cinque anni per l'Università di Mosca, ma nella capitale sovietica rimase solo pochi mesi, venne infatti espulso a causa dei contatti con alcuni dissidenti. Anni più tardi, entrato nella guardia personale del presidente Salvador Allende, conobbe anche il carcere e la tortura nei giorni del colpo di stato del generale Pinochet. Dal 1977 viaggiò in esilio e girò diversi Stati, iniziando a scrivere e dando alle stampe, nella sua lunga carriera, oltre 25 opere, soprattutto romanzi e libri di favole, pubblicati in Italia prima da Salani e poi da Guanda. Tra i più noti 'Il vecchio che leggeva romanzi d'amore', 'Diario di un Killer sentimentale', 'Il mondo dalla fine del mondo', 'La frontiera scomparsa', 'Patagonia Express'. L'ultimo libro, 'Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa', del 2018.

Il ricordo riminese

Decine i riconoscimenti nel mondo e in Italia, dove ha ricevuto il Premio Flaiano, il Grinzane Cavour e il Premio Chiara alla carriera, oltre a una laurea Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere all'Università di Urbino. Sepùlveda era spesso ospite di festival letterari in Italia, dove ha venduto oltre otto milioni di copie. Quest'anno avrebbe dovuto aprire l'undicesima edizione di 'Libri Come' all'Auditorium Parco della Musica di Roma ed essere appunto a Santarcangelo. Anche Rimini ha avuto l'onore di ospitarlo a maggio 2018, al cinema Fulgor. Insieme ad Andrea Guerra era stato protagonisti di un emozionante incontro organizzato dall'Associazione Tonino Guerra per presentazione del volume "L'Infanzia del mondo, Opere 1946-2012” scritto dal Maestro ed edito da Bompiani per la collana de I Classici, a cura di Luca Cesari. Nella stessa occasione lo scrittore venne nominato presidente onorario. Rimini si era stretta attorno a lui per salutare un grande scrittore, capace di regalare sogni e avventure.

"Un amico di Tonino, un amico della nostra terra - come ricorda il sindaco Andrea Gnassi - che con i suoi libri, la sua poesia ci ha portato in una dimensione diversa, facendoci sognare. Lui e Tonino adesso sono insieme a guardare questo mondo, sconvolto da una realtà drammatica e crudele. Proprio la scomparsa di Sepùlveda, un genio che aveva fatto della vita e della sua elegia il centro della propria poetica, progettando anche il ritorno qui per Tonino e Fellini, oggi ci lascia ancora più atterriti, dandoci l'esatta dimensione dei tempi tragici del virus che stiamo attraversando, facendoci piangere famigliari, amici, persone che sono state, sono e saranno parti importanti delle nostre esistenze".

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