Il futuro dopo il coronavirus, un'assemblea pubblica in vista del corteo regionale

Appuntamento in piazzetta Francesca da Rimini per parlare di diritti, salute e compensi economici

Diritti alla salute e diritti economici. Sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati nell'assemblea pubblica in programma martedì 16 giugno, alle 20,30, in piazzetta Francesca da Rimini. Un appuntamento promosso da Assemblea per il reddito di base universale e incondizionato Rimini, Reddito di quarantena in Emilia-Romagna, ADL Cobas Emilia Romagna e Casa Madiba Network pe rlanciare la mobilitazione regionale che si terrà il 20 giugno a Bologna dal titolo “Per un nuovo futuro di salute, reddito e diritti per tutte e tutti”

"La pandemia che stiamo attraversando è molto più che un’emergenza sanitaria. In queste drammatiche settimane abbiamo capito una cosa fondamentale: davanti al nuovo coronavirus non siamo tutti uguali - spiegano i promotori - La pandemia ha infatti fatto emergere le profonde disuguaglianze che lacerano la nostra società."

"Abbiamo visto la fragilità di un welfare che proprio nel momento di maggior necessità non è in grado di garantire una solida rete di protezione sociale; le carenze di un sistema sanitario pubblico indebolito da anni di tagli che già alle prime pressioni ha mostrato segni di cedimento; un mondo del lavoro frammentato ed impoverito. Sono tantissime infatti quelle figure lavorative che hanno visto il proprio reddito fortemente ridotto se non addirittura azzerato. Pensiamo agli educatori e alle educatrici che con la chiusura delle scuole e la sospensione di numerosi servizi si sono trovati in una condizione di forte incertezza; a tutto il mondo sommerso ed invisibile degli appalti; alle partite Iva, ai tanti lavoratori autonomi, ai piccoli produttori agricoli, ai lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo totalmente privi di qualsiasi rete di protezione sociale. E poi c’è la specificità del nostro territorio, un’economia basata sul turismo che a causa di Covid-19 rischia l’implosione. I provvedimenti presi fino ad ora da governo ed enti locali sono però risultati insufficienti a dare risposte efficaci a questa crisi. Basti pensare alla miriade di bonus, forme di sostegno, ammortizzatori sociali che sono stati messi in campo generando confusione, complicazioni burocratiche, ritardi. Con il paradosso che in molti casi proprio coloro che vivono una condizione di maggior bisogno sono stati esclusi dai benefici".

Continuano gli organizzatori: "La severa lezione che la pandemia ci sta impartendo rischia di restare inascoltata. Ad oggi nessun serio ripensamento del nostro modello di sviluppo è stato preso in considerazione dalla classe dirigente, sia a livello nazionale che locale. Sembra piuttosto che l’obiettivo sia solo quello di chiudere questa parentesi per ripartire da dove tutto si era fermato, magari con qualche correttivo, ma di fatto senza affrontare alla radice gli squilibri sociali, economici ed ecologici che hanno contribuito a rendere drammatica questa vicenda. Anzi per certi aspetti sembra che, in piena logica da shock economy, questa crisi possa diventare il pretesto per rilanciare con ancora più forza politiche che alimentano finanziarizzazione dell’economia, concentrazione della ricchezza, povertà, privatizzazione di beni e servizi pubblici e sfruttamento dell’ambiente, nonostante l’aura green e caritatevole con cui si cerca di ammantare i piani di rilancio, in primis il cosiddetto Piano Colao.

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Quello che servirebbe è invece un cambio di rotta profondo, basato su una visione della società e dell’economia radicalmente diversa ed in grado di mettere al centro salute, diritti e redistribuzione della ricchezza. Per andare in questa direzione è fondamentale partire da quello che sul nostro territorio già c’è: dalle reti mutualistiche e solidali, dal sostegno ai senza casa e alle persone in precarietà abitativa, dalla lotta degli educatori per il riconoscimento del 100% del salario, alle campagne per i diritti dei lavoratori stagionali e per ampliare le maglie di una Sanatoria e ribadire che nessun essere umano è ilegale. É necessario costruire sinergie tra tutte quelle realtà e singoli che quotidianamente si battono per ricostruire una città che sappia non tornare alla normalità di prima".

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