Il ‘Giudizio universale’ torna dopo quasi 30 anni all’Arengo

Il capolavoro trecentesco attribuito a Giovanni da Rimini è stato collocato nel grande spazio centrale del PART, il nuovo Museo di Arte moderna e contemporanea

A distanza di 29 anni, il capolavoro trecentesco attribuito a Giovanni da Rimini torna al Palazzo dell’Arengo che si affaccia su piazza Cavour, con la splendida vista sulla Chiesa di Sant’Agostino. E’ il ‘Giudizio Universale’, affresco collocato nel grande spazio centrale del PART, il nuovo Museo di Arte moderna e contemporanea collocato nei due palazzi del Podestà e dell’Arengo, nato dalla collaborazione tra Comune di Rimini e Fondazione San Patrignano, che aprirà a breve. Avventurosa la storia di una delle opere più significative del Trecento riminese. Il dipinto riaffiorò sotto gli intonaci settecenteschi della chiesa di San Giovanni Evangelista o S. Agostino, dopo il terremoto del 1916. Gaetano Nave ne curò il distacco, il restauro e la collocazione nella Sala dell'Arengo (1926). Nel 1991 alcune sue parti furono collocate al Museo della Città. Il Giudizio (di proprietà della Diocesi di Rimini) risale ai primi decenni del XIV secolo ed è attribuito a Giovanni da Rimini, uno dei pittori della scuola riminese espressione della vitalità culturale cittadina ispirata dalla famiglia dei Malatesta.

 Il timpano del Giudizio universale di Giovanni da Rimini è collocato per 18 mesi nella sala dell’Arengo del Comune di Rimini. Questo per l’accordo sottoscritto tra Comune di Rimini e Diocesi di Rimini.

“Con questa collocazione- spiega il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi - riportiamo il Trecento nella casa del Trecento. E’ l’avvio del grande progetto di valorizzazione del Trecento riminese e, più in generale, un altro tassello strategico di quel grande polo culturale nazionale che sta nascendo in questo quadrante di città, recuperando alle loro originarie funzioni e splendore anche due palazzi come Arengo e Podestà, in precedenza scarsamente utilizzati.”.

Questo progetto apre dunque a una nuova stagione, a una rinnovata progettualità espositiva dell’attuale Museo della Città di Rimini con l’intento di dare un nuovo risalto a quel periodo luminoso per la storia dell’arte che è il Trecento Riminese anche attraverso una mappa ragionata con possibilità di focus mirati, con  un approccio interattivo e multimediale sulle eccellenze esistenti a Rimini e nel territorio riminese. Una valorizzazione e una diversa collocazione delle opere presenti del Museo della Città, con la creazione di una sezione sul Trecento Riminese scientificamente accurata e pregiata negli allestimenti.
 
PART, Palazzi dell'Arte, è il nuovo Museo di arte moderna e contemporanea di Rimini. Un prestigioso spazio espositivo ricavato all’interno dei più antichi edifici medievali del centro storico, il duecentesco Palazzo dell’Arengo e il trecentesco Palazzo del Podestà, nell’ambito di un progetto condiviso con la Fondazione San Patrignano. Il progetto non si limita a fare di una collezione di arte contemporanea un museo, ma mette in connessione la cultura, il sociale, il territorio e lo sviluppo delle persone.
Si tratta di una consistente collezione d’arte, con opere di Mario Airò, Vanessa Beecroft, Domenico Bianchi, Alessandro Busci, Maurizio Cannavacciuolo, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Flavio Favelli, Giuseppe Gallo, Alberto Garutti, Shilpa Gupta, Emilio Isgrò, Agnes Martin, Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Pei-Ming, Tullio Pericoli, Diego Perrone, Luca Pignatelli, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Ettore Spalletti, Velasco Vitali, Silvio Wolf, Jean Paul Riopelle, Pietro Ruffo, Mario Schifano, Elisa Sighicelli, Francesco Vezzoli, Xiaongang Zhang e molti altri.


Oltre alla collezione permanente è previsto anche uno spazio dedicato a esposizioni temporanee, che vuole essere punto di riferimento per gli artisti contemporanei, italiani e internazionali.

 La centralità e l'importanza del luogo destinato ad accogliere il nuovo museo, insieme al valore artistico delle opere che vi saranno esposte, ha suggerito, durante la progettazione, l'idea di mettere in dialogo il contemporaneo con l'antico, imprescindibile terreno di studio e di ispirazione creativa. Di qui la scelta di riservare il posto d'onore all'interno dell'esposizione ad un'opera straordinaria, l'affresco del Giudizio Universale realizzata dai pittori della Scuola Riminese del Trecento sotto la guida del suo più importante esponente: Giovanni da Rimini.
“Obiettivo principe della scelta di questo dialogo- continua il sindaco Andrea Gnassi- che intende fornire a studiosi, artisti e appassionati nuovi spunti di riflessione, è il più ampio recupero e la migliore valorizzazione delle preziose testimonianze del Trecento Riminese custodite in diversi luoghi della città e del territorio, che trascendono l'interesse meramente locale per il loro grande significato poetico, oltre che storico, per il quale sono universalmente note. Il Part contribuisce in questo modo a uno strutturato percorso di valorizzazione del Trecento Riminese, così pienamente rappresentato dal Giudizio Universale, che interesserà le diverse sedi in cui ne sono conservate le testimonianze”.

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