Cronaca

Il "giustiziere" chiede il pizzo e brucia il negozio: "Aveva prezzi troppo alti"

A metter fine all'incubo sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cesenatico, al comando del capitano Francesco Esposito

A suo dire quel commerciante aveva prezzi troppo alti e in questo modo raggirava i suoi clienti più anziani. Per questo "film" che si svolgeva solo nella sua testa, ha vestito i panni dell'improbabile  "giustiziere" e ha incominciato a perseguitare, minacciare e chiedere il "pizzo", tramite telefonate mute in negozio e messaggi sconclusionati. Sembra esserci l'ombra di una certa irrazionalità nelle azioni di un cliente occasionale di un "frutta e verdura" di Gatteo Mare, ora formalizzate in una serie di accuse molto gravi quali minacce, tentata estorsione e incendio doloso. Il culmine di questo progetto è avvenuto lo scorso settembre, quando un rogo doloso appiccato davanti alla vetrina dello stesso negozio causò danni per migliaia di euro.

A metter fine all'incubo sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cesenatico, al comando del capitano Francesco Esposito, che, al termine di un'articolata e prolungata attività d’indagine coordinata dal sostituto procuratore Lucia Spirito, hanno denunciato in stato di libertà il presunto responsabile. Si tratta di un  cinquantacinquenne, originario del veneziano, residente nel riminese, con precedenti (risalenti ad alcune decine di anni fa) per furto e rapina. Dovrà rispondere delle accuse di tentata estorsione, incendio doloso e minaccia aggravata. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare che dietro questi fatti non c'è alcuna organizzazione criminale, come spesso avviene invece quando l'estorsione viene perpetrata nei confronti di commercianti.

Le minacce erano iniziate lo scorso giugno: secondo quanto appurato dagli uomini dell'Arma, il  cinquantacinquenne avrebbe minacciato l'esercente con telefonate mute e messaggi sms, facendo uso del numero presente sugli scontrini fiscali. Per fare tutto ciò e occultare tutto ciò il 55enne si è avvalso di diverse cabine telefoniche tra San Mauro Mare, Bellaria e Rimini. Il 18 settembre ha quindi alzato il tiro delle minacce, appiccando un incendio all'attività di Gatteo.

Il fuoco era partito dai bancali in legno posti davanti alla porta di ingresso, adibiti e usati per esporre le cassette di frutta e verdura ed aveva danneggiato la porta di ingresso che è andata completamente distrutta, ha interessato alcuni scaffali interni vicini alla porta di ingresso  e il calore faceva fondere i materiali in plastica siti all'interno del negozio, mentre il fumo anneriva tutta la parete interna ed esterna e il terrazzo soprastante. L'incendio fortunatamente non causò danni a persone, ma per le cose e la mancata attività lavorativa causò danni per migliaia di euro.

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