Cronaca

"Il Governo non rispetta il patto per la scuola": la protesta dei precari e dei sindacati

Sarà organizzato mercoledì un nuovo presidio davanti alla Prefettura e una delegazione chiederà di essere ricevuta

“Il decreto Sostegni bis non rispetta il Patto per la scuola”. E’ la denuncia dei sindacati che in una nota congiunta annunciano un presidio dei precari della scuola davanti alla Prefettura di Rimini in programma mercoledì, dalle 16.30 alle 18. "Dopo la firma a Palazzo Chigi, il 20 maggio scorso, del 'Patto per la scuola al centro del Paese' tra le Confederazioni sindacali e il ministro dell’istruzione, il Governo ha predisposto un decreto legge, 'il Sostegni bis', con contenuti che non sono stati in alcun modo condivisi con i sindacati - spiegano le parti sociali - Il Decreto interviene sulle medesime materie del Patto, in modo particolare sul reclutamento, ma si tratta di interventi in grandissima parte inadeguati".

Simonetta Ascarelli di Flc Cgil Rimini, Francesco Mastromatteo di Cisl Scuola Rimini, Antonio Pagnotta di Uil Scuola Rua Rimini e Domenico Cucchetti di Snals Confsal Rimini, auspicano quindi "interventi correttivi per l’effettiva presa in carico delle molteplici irrisolte criticità della scuola non più rinviabili. Prima fra tutti la riduzione del numero di alunni per classe, la conseguente implementazione degli organici, la stabilizzazione dei precari che per la provincia di Rimini possiamo indicare in almeno 1.300 unità, il contrasto alla dispersione scolastica, l’innalzamento delle competenze di base, la sicurezza degli ambienti scolastici e il rinnovo del contratto".

Sul fronte degli organici i sindacati spiegano che "non sono previsti gli incrementi necessari a ridurre il numero degli alunni per classe, unica misura che può garantire la didattica in presenza in tempi di emergenza sanitaria e l’unica atta ad incidere in modo strutturale sui livelli di apprendimento e di inclusione".

Proseguono i sindacati: "Sul piano delle procedure di reclutamento si introducono vincoli alla partecipazione dei concorsi di dubbia costituzionalità e si limitano i contingenti di coloro che possono accedere alla stabilizzazione in virtù della molteplicità dei requisti, richiesti in modo ridondante (ad esempio i tre anni di servizio unitamente all’abilitazione invece che l’uno o l’altro alternativamente). E’ generico l’impegno ad avviare concorsi annuali con procedure semplificate senza aver previsto, in parallelo, percorsi abilitanti ormai fermi da troppi anni. E’ inaccettabile l’intervento ope legis sulla mobilità del personale docente, materia squisitamente contrattuale. Il testo è, dunque, lacunoso ed insoddisfacente” e per questo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal provinciali hanno organizzato il presidio di protesta e una delegazione chiederà di essere ricevuta dal Prefetto".

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