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Il microcredito in Sardegna, una mano per i ragazzi di San Patrignano

«Per i ragazzi si tratta di un’opportunità – evidenzia Tinelli – che permette di valorizzare le competenze professionali acquisite durante il percorso di riabilitazione

«L’adesione della Regione Sardegna al “Protocollo sul microcredito e la microfinanza”, annunciata mercoledì in una conferenza stampa a Cagliari, rappresenta un’ottima possibilità per i ragazzi provenienti dalla regione presenti a San Patrignano, attualmente 50 a fronte di 172 persone sarde che negli anni hanno svolto il percorso di recupero nella nostra comunità». A parlare e a ringraziare la Regione Sardegna a nome di tutta la comunità, è Antonio Tinelli, coordinatore del Comitato sociale di San Patrignano.

«Per i ragazzi si tratta di un’opportunità – continua Tinelli – che permette di valorizzare le competenze professionali acquisite durante il percorso di riabilitazione, aprendo nuove prospettive di inserimento lavorativo proprio in un monto di crisi economica nazionale particolarmente sentita in Sardegna».

Presente mercoledì mattina a Cagliari per la firma del protocollo, con il quale la Regione Sardegna si unisce all’Unione artigiani della Provincia di Milano e alla Regione Campania, anche Letizia Moratti, presidente del Comitato etico dei garanti del fondo, che ha illustrato le prospettive future del fondo: «Per ogni milione di euro apportato dai partner del progetto contiamo di attivare 150 nuove iniziative d’impresa all’anno. Un lavoro che andrà di pari passo con l’impegno a coinvolgere le banche tradizionali nel mercato del microcredito».

Era il 24 febbraio scorso quando l’Ente nazionale per il microcredito e la Fondazione San Patrignano diedero il via alla creazione di un fondo di garanzia per lo sviluppo di microimprese destinato a soggetti svantaggiati, tra cui ex tossicodipendenti che hanno concluso positivamente il percorso riabilitativo e famiglie di immigrati presenti sul territorio. Partito con una dote di 2,5 milioni di euro, il fondo mira a combattere la povertà, l’esclusione sociale e finanziaria e a creare sicurezza sociale, dando una prospettiva sul futuro alle nuove generazioni.

L’adesione da parte della Regione Sardegna allarga adesso le possibilità e il raggio d’azione del progetto. «Con la collaborazione degli altri partner – ha detto l’assessore al lavoro della Regione Sardegna Antonello Liori – puntiamo a realizzare programmi e progetti di microimprenditorialità, attività di formazione su microcredito, gestione di impresa, oltre ad iniziative congiunte di ricerca fondi per integrare il fondo di garanzia e sviluppo».

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