"Il Ministero ci lascia le briciole", per gestione del Tribunale possibile buco da 3,2 milioni

L’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Gian Luca Brasini lancia un allarme per le casse comunali

Spese della giustizia, via ai rimborsi per i Comuni che, entro il prossimo 30 settembre termine per beneficiare del rimborso trentennale, potranno chiedere di riavere indietro le spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari. “Entro il 30 settembre - spiega l'assessore al Bilancio Gianluca Brasini - i Comuni capoluogo devono decidere se beneficiare del rimborso trentennale delle spese degli uffici giudiziari previsto dall'art 3, comma 4 del Decreto del presidente del consiglio 10 marzo 2017. All’apparenza potrebbe sembrare una svolta importante, dopo anni in cui i Comuni sono stati costretti ad anticipare le spese sostenute per la gestione degli uffici giudiziari - dalle manutenzioni, alle pulizie, passando per le bollette per le forniture energetiche - senza vedersi riconoscere nulla. Ora il Ministero ha deciso di saldare il proprio debito, ma non del tutto: secondo i dati Anci-Ifel i 300 milioni che saranno assegnati in 30 anni ristorneranno ogni Comune (circa 800 quelli interessati) del 67% dei costi totali sostenuti e riconosciuti tra il 2011 e il 2015".

"In altre parole - sottolinea l'assessore - il Ministero pagherebbe solo una parte della cifra, diluendo il rimborso nell’arco di tre decenni, senza interessi. Per quanto riguarda il Comune di Rimini il ministero propone un indennizzo per le spese sostenute per la gestione del Tribunale pari a 1,262 milioni rispetto al credito maturato di circa 4,4 milioni. E’ presto fare i conti: stando così le cose, si creerebbe un ammanco nelle casse comunali pari a 3,2 milioni. Ed è sulla base di questo semplice quanto immediato calcolo che proporrò alla Giunta comunale di non aderire ad una ‘offerta’ del ministero che oggettivamente mette in difficoltà il bilancio dell’ente. Andando oltre alla matematica, è inoltre spiacevole constatare come ancora una volta gli sforzi sostenuti dagli enti locali virtuosi, che si impegnano per garantire servizi alla comunità anche oltre le proprie strette competenze garantendo spese che nel nostro caso si aggirano oltre il milione all’anno, non solo non vengano premiati, ma al contrario finiscono per essere penalizzati. Per questo motivo l’intenzione è quella di non aderire alla proposta del Ministero e di valutare la possibilità di procedere con altre azioni di tipo legale, per ottenere un riconoscimento più equo rispetto a quanto versato in cinque annualità”. 

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