Il nipote del capitano Cultrona visita il guardiacoste intitolato allo zio

L'imbarcazione di nuova generazione è in dotazione al reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini

Angelo Cannarozzo, nativo di Campobello di Licata (provincia di Agrigento) e nipote del capitano della Guardia di Fnanza Francesco Cultrona, valoroso ufficiale morto nell’adempimento del dovere nei tumultuosi giorni seguenti l’armistizio del settembre 1943, ha fatto visita, presso gli ormeggi nel porto canale di Rimini, al guardacoste di nuova generazione “G. 221 -  Capitano Cultrona” in dotazione al reparto Operativo Aeronavale del corpo. L’unità navale della classe “Buratti”, assegnata a Rimini il 2 novembre 2015, è un moderno pattugliatore di 22 metri di lunghezza e quasi 60 tonnellate di dislocamento, concepito per massimizzare l’operatività in mare, rivelandosi particolarmente indicato per l’esecuzione dei nuovi compiti di polizia del mare recentemente affidati in via esclusiva alla Guardia di Finanza. Il sig. Cannarozzo, accompagnato nell’occasione dalla consorte e dal figlio, è stato ricevuto dal comandante della Stazione navale della Guardia di Finanza e dal comandante del guardacoste, ed ha avuto modo di vedere l’unità del corpo intitolata allo zio, rivivendo idealmente con tutti i presenti, pensieri e ricordi del parente valoroso, morto prima della sua nascita ma presente sempre nei racconti di sua madre, signora Clelia, sorella di Francesco Cultrona. Al termine della visita, Cannarozzo ha espresso con viva commozione a tutti i presenti, la propria felicità per i momenti trascorsi con i finanzieri di Rimini ed il ringraziamento per avergli concesso questa importante opportunità.

Il capitano della Guardia di Finanza Francesco Cultrona, medaglia di bronzo al valore militare alla memoria, nacque a Campobello di Licata il 20 maggio 1901 e il 28 settembre 1920 si arruolò nelle Fiamme Gialle. Con l’inizio del secondo conflitto mondiale fu trasferito al 1° battaglione mobilitato dove raggiunse Patrasso (Grecia) con il grado di capitano, presso la 1^ compagnia fucilieri. Il suo comportamento in guerra gli valse la medaglia di bronzo al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: “all’atto dell’armistizio ricevuto ordine di imbarcarsi per rientrare in territorio metropolitano, chiedeva ed otteneva di condividere la sorte dei commilitoni che, rifiutando le offerte di resa, si approntavano alla lotta nel corso di intenso bombardamento aereo, nel tentativo di attraversare una zona intensamente battuta per raggiungere i propri uomini maggiormente esposti, cadeva nell’assolvimento del nobile compito impostosi. Corfù 9 – 25 settembre 1943”. Oltre al guardacoste del corpo, al capitano Francesco Cultrona è intitolata la caserma della Tenenza della Guardia di Finanza di Porto Empedocle. Dagli anni settanta riposa nel sacrario militare dei “caduti oltremare” di bari.

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