Il presidente Mattarella ricorda Sergio Zavoli. Tanti i messaggi di cordoglio da Bonaccini a Petitti

La presidente dell'Asseblema legislativa dell'Emilia Romagna Emma Petitti: "Un onore averlo potuto conoscere. Vorrei gli fosse dedicata una piazza"

Zavoli, al centro, tra Veltroni a sinistra e Pupi Avati, durante un evento al Fulgor

Sono tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di sergio Zavoli, a partire da quello del presidente dela Repubblica Sergio Mattarella che ha affermato: "La scomparsa di Sergio Zavoli mi addolora. Desidero anzitutto esprimere i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari. Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri. Il congedo di Zavoli - come lui stesso lo definiva - sara' occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l'originalita' e la qualita' dei suoi lavori piu' importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l'umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti".

Addio a Sergio Zavoli, una vita per il giornalismo

Il capo dello Stato ha aggiunto: "Giornalista, scrittore, intellettuale di grande sensibilità, aZavoli è stato un pioniere dalla radio e una personalità tra le più rappresentative della televisione italiana. Il suo nome e il suo volto sono legati a programmi di successo e di valore, che resteranno nella memoria. La sua autorevolezza lo portò alla presidenza della Rai e, successivamente, da senatore, alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell'informazione e per i giovani che si avviano a una professione cosi' importante per le liberta' democratiche e per la qualita' della vita civile". 

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini

“Ci lascia un grande giornalista, un maestro della televisione, uno straordinario narratore e osservatore del proprio tempo, che fu anche uomo delle Istituzioni. Una figura di straordinario spessore, umanità, intelligenza e cultura, che ha messo la propria vita a disposizione del servizio pubblico”. “Zavoli era nato a Ravenna- aggiunge Bonaccini-, cresciuto a Rimini, di cui era cittadino onorario, aveva radici forti e un solido legame con questa terra, di cui resterà una delle espressioni più alte. Alla nostra Regione, lo voglio ricordare, ha fatto un dono grandissimo. Dal 2004 al 2017 ha presieduto la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati: strumento di sostegno vero, sia morale che economico, per chi ha subito e sofferto reati particolarmente efferati. E anche in questo ruolo ha messo tutto se stesso, e il suo forte senso della giustizia e della verità. Ai familiari- aggiunge il presidente- va l’affettuoso pensiero e il commosso abbraccio dell’intera comunità regionale”.

Il cordoglio di Emma Pettiti

Queste le parole della presidente dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti: "Se ne è andato un maestro del giornalismo d'inchiesta italiano, Sergio Zavoli, nella vita anche scrittore e politico. Una notizia che apprendo con grande dolore e che arriva come una doccia fredda.  Ci siamo incrociati in molte occasioni e dibattiti politici in questi anni, ed era per me sempre un estremo piacere. La considero tuttora una fortuna averlo potuto conoscere personalmente, ammirare da vicino la sua cordialità, la sua intelligenza e capacità di analisi. Ammiravo anche il suo modo di fare giornalismo, raccontando i fatti nella loro realtà e facendone un'esegesi sempre lucida e precisa. Le sue numerose inchieste hanno fatto la storia dell'informazione pubblica, per serietà e accuratezza nel narrare vite e testimonianze. Amico di Federico Fellini e del poeta Tonino Guerra, con cui si scambiava pareri e visioni sul mondo. Era e rimarrà un riminese d'adozione, per il suo forte legame con la nostra terra e la sua genialità, la sua capacità di guardare oltre i confini del presente. Un onore averlo potuto conoscere e aver potuto ricevere consigli, valutazioni, suggerimenti. È ancora presto, ma mi piacerebbe che a lui fosse dedicata una piazza o un simbolo della nostra città, che l'ha stimato e amato. Le mie condoglianze alla famiglia e a chi gli ha voluto bene". 

Il presidente della Provincia Riziero Santi

“Il nostro Paese, e la comunità della provincia di Rimini in particolare, piange la scomparsa di un grande uomo che ha attraversato la storia, dal secondo dopoguerra ad oggi, raccontandola in quel modo mirabile che ne ha fatto un modello esemplare per tutti i ricercatori appassionati e rigorosi della verità. Se ne è andato Sergio Zavoli, un gigante assoluto della nostra epoca. Cronista, maestro di comunicazione, storico e politico. Un punto di riferimento del pubblico televisivo, nell’era in cui la televisione formava la coscienza degli italiani, per intelligenza e linguaggio, per autorevolezza e credibilità. Una carriera, la sua, che l’ha visto tra le tante prestigiose esperienze presidente della Rai e presidente della Commissione di Vigilanza. E’ stato per due legislature rappresentante al Senato del nostro territorio, dandoci prestigio e voce nelle più alte sedi istituzionali. Ha scritto importanti libri di inchiesta, e ha saputo fare anche vera sperimentazione con coraggio, come quando nel 1962 entrò con le telecamere nel manicomio di Gorizia per raccontare l’assistenza psichiatrica . Si potrebbe parlare della figura pubblica di Sergio Zavoli per ore, con lo stupore per quante cose nella sua vita abbia fatto, per quante cose ci ha lasciato in eredità. Avendo avuto in sorte la fortuna e l’onore di conoscerlo di persona e di parlargli in varie occasioni, voglio condividere, nel mio ricordo vivido di quei momenti preziosi, chi è stato Sergio Zavoli nel privato. Una grande persona, oltre che un grande intellettuale e un grande italiano, una persona che sapeva sempre metterti a tuo agio, un uomo che ha fatto del senso di umanità la sua ricchezza.”

Il cordoglio del sindaco di Riccione Renata Tosi

"Se ne va un grande romagnolo, Sergio Zavoli, grande giornalista che sapeva raccontare la verità dei fatti con la lucidità del maestro. L'intera amministrazione comunale di Riccione si unisce al cordoglio di quanti hanno perso oggi un amico e un punto di riferimento culturale e intellettuale. Ho un personale ricordo, come milioni di italiani, legato ai racconti che Zavoli fece di anni bui del nostro Paese, nella trasmissione televisiva "La notte della Repubblica". Oltre 30 anni dopo, quel capolavoro del giornalismo italiano rimane attualissimo nei contenuti e nel metodo narrativo. Una testimonianza ai posteri di immenso valore storico e culturale, ma anche etico e di sapiente valorizzazione della verità dei fatti". 

La consigliera regionale Pd Nadia Rossi

“Se penso Sergio Zavoli penso alla sua voce: profonda, sicura, tranquilla. Una voce che ha raccontato un secolo di storia italiana con passione, capacità, immaginazione e ironia, quelle doti che lo accomunano ai grandi talenti della nostra terra. Mai banale senza essere mai sopra le righe, fedele a se stesso nonostante gli stravolgimenti del panorama culturale di cui Zavoli è stato uno dei rappresentanti più illustri e di spicco. La Romagna e l’Italia perdono uno degli intellettuali di più alto profilo, lasciando un vuoto impossibile da colmare”. La consigliera regionale del Pd Nadia Rossi si unisce al cordoglio del mondo politico e culturale italiano per la scomparsa del giornalista e scrittore Sergio Zavoli, all’età di 96 anni.

"Oggi lo si definerebbe uno storyteller, per la sua capacità unica di entrare dentro le storie e trasmetterne l’essenza. – prosegue Rossi – Sensibilità che ha fatto la differenza anche nel suo ruolo di presidente della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati, ruolo che ha ricoperto fino al 2017. Tutto il suo percorso di vita e professionale è stato contraddistinto dal rigore del voler essere fedele alla verità e nella leggerezza del saperla raccontare. Le sue testimonianze, le sue interviste, i suoi racconti sono un’eredità che dobbiamo tenerci stretti. In queste ore – conclude la consigliera Rossi – in tanti ricordano l’amicizia con Federico Fellini e quello scambio quotidiano andato avanti per decenni, su tutto ciò che gli accadeva intorno, dalla realtà ai sogni. Nell’anno del centenario felliniano, le strade dei due maestri si intrecciano nuovamente: chissà di cosa stanno sorridendo oggi”.

Il cordoglio della diocesi

"Zavoli ha sempre mantenuto un legame vivo, vero e profondo con la città, descrivendo al mondo con lucidità e spessore personaggi e vicende. Fu, tra l’altro, l’inventore del Processo alla tappa al Giro d’Italia (divenuto un genere televisivo), la corsa “rosa” tanto amata e conosciuta da bambino proprio a Rimini, nei pressi del ponte di Tiberio - ricorda il vescovo Francesco Lambiasi -. Rimini lo ha nominato con orgoglio cittadino onorario nel 1972 legando il suo nome al grande amico Federico Fellini. Uomo di profonda cultura e di generosa comprensione per l’umano, che gli si riconosceva nell'annunciare le notizie più sensibili, quando anche la televisione aveva uno stile non urlato, Zavoli fu protagonista di tante inchieste che fecero scalpore, in particolare quella dedicata al mondo della clausura. Era la prima volta, infatti, che un microfono entrava in quelle mura, intrise di silenzio e preghiera. “Anche il gettare nel tuo orto il solo sospetto che Dio ci sia è opera dei grandi seminatori” disse una volta parlando del cardinale Giacomo Biffi. Con la sua profonda cultura e l’altissimo senso di umanità che ha disseminato in una carriera fatta di saggi, poesie, trasmissioni televisive, inchieste, Sergio Zavoli ha gettato ben più d’un sospetto sul Verbo fattosi carne, proprio come i grandi seminatori di cui ha raccontato".

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Il ricordo di Marzio Pecci

Così il consigliere comunale della Lega, Marzio Pecci: "Ho conosciuto Sergio Zavoli attraverso la radio. Ricordo le trasmissioni pomeridiane nei lontani anni sessanta, forse era il 1966 o il 1967, nella quali raccontava la sua Rimini, quella bombardata durante la guerra e quella divisa in due parti dal muro della ferrovia: una Rimini sopra ed una sotto la ferrovia. Una voce calda, inconfondibile che continuò ad entrare nelle nostre case, dopo la radio, con la televisione per aver inventato la trasmissione “Il processo alla tappa” e nelle nostre librerie domestiche con il libro “Socialista di Dio”. Ricordo ancora Sergio Zavoli che per legarsi ancora di più alla sua città, pur vivendo a Roma, rimaneva iscritto nella sezione del Partito Socialista riminese. Oggi se ne va un grande giornalista e Rimini deve essere orgogliosa di averlo avuto tra i suoi figli".   

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