Il primo Consiglio comunale in videoconferenza, la presidente Donati: "E' un momento storico impensabile"

"E' necessario che il Governo introduca apposite misure economiche e finanziare per garantire l'operatività dei Comuni e la loro funzione di istituzione più vicina ai cittadini"

Si è tenuto venerdì il promo consiglio comunale in video conferenza nella storia del Comune di Rimini. Ad introdurre con un saluto e un discorso che ha abbracciato la storia di Rimini tra passato e presente è stata la presidente del Consiglio Sara Donati.

L'estratto del discorso

“Signor Sindaco, Consigliere, Consiglieri

Il Comune di Rimini ha una storia millenaria – il suo statuto risale al 1334 – e quella odierna è la prima seduta in videoconfernza della sua lunga storia. Basta questo semplice riferimento storico per capire che oggi, stiamo vivendo un momento storico impensabile. L'emergenza generata dalla pandemia ha improvvisamente, drasticamente, cambiato le condizioni di vita di singoli e famiglie. Le organizzazioni e le istituzioni hanno dovuto far fronte a sfide inedite, le aziende stravolgere i processi produttivi...e abbiamo tutti l'impressione che il “dopo”, quando verrà, non potrà più essere identico al “prima”.

L'intervento di Gnassi: "I comuni sull'orlo del dissesto"

…. Questi sentimenti di preoccupazione li ho ascoltati e condivisi in questi giorni con molti dei consiglieri, con imprenditori e operatori del no profit. Molti mi hanno raccontato di lavorare in condizioni di grande difficoltà…. sospesi tra l’esigenza di “restare aperto” e il dover riorganizzare le linee produttive con l’ansia di proteggere i propri lavoratori da una parte e garantire la sostenibilità economica dell’attività (pensiamo ad esempio alla pressione sui lavoratori settore della distribuzione alimentare e del commercio dei beni essenziali). Si ha la sensazione, al termine di ogni telefonata o videoconferenza, di vivere in un mondo apparentemente senza protezioni; un mondo che è chiamato al compito difficile di tenere il senso, riprogettare nell’incertezza, mandare avanti i servizi e di riprendere il lavoro. Questo, ora più che mai, deve essere ed è il compito della politica. Occorre sviluppare la capacità di fronte agli eventi “catastrofici” di sviluppare nuove soluzioni, aggiustamenti per continuare a lavorare e convivere, anche con l'aiuto delle tecnologie.

Il governo ha stanziato 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l'export si sommano ai 350 già previsti dal decreto di marzo. Il rinvio delle scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi. lo scudo per tutelare le aziende italiane da scalate ostili. Oltre al coraggio...servirebbe una azione congiunta non affatto scontata dell'Europa, come ad esempio quella di poter ricorrere in via straordinaria e con la massima flessibilità al settenato di finanziamenti, senza attendere le tempistiche classiche degli strumenti di programmazione sui fondi di coesione, che partirebbero dal 2021; sarebbe una inieizione importante di disponibilità a favore delle regioni maggiormente copite…..La priorità adesso è indiscutibilmente la gestione dell’emergenza sanitaria e la tutela della salute dei cittadini. Tuttavia, è necessario lavorare insieme già da adesso su altri temi e ad altre preoccupazioni che riguardano le imprese, il lavoro, l’occupazione.

….La Preoccupazione riguarda anche i Bilanci stessi delle pubbliche amministrazioni, a cui vengono chiesti maggiori oneri a fronte di minori entrate. Ribadisco anche quì la necessità che il Governo introduca apposite misure economiche e finanziare per garantire l’operatività dei Comuni e la loro funzione di istituzione più vicina ai cittadini. E’ giusto che le risposte del Governo siano in via prioritaria per famiglie, lavoratori e imprese ma in agenda dovrà esserci anche il tempo per un provvedimento specifico che si occupi degli Enti locali e che tuteli l’erogazione di servizi essenziali per i cittadini. Servirà il massimo sforzo per sostenere famiglie e imprese consentendo loro di disporre di liquidità...in questo anche il nostro Comune può e deve fare la propria parte intervenendo sulle politiche fiscali di sua diretta competenza e calmierando le tariffe per i servizi. Ritengo indispensabile posticipare la riscossione del Cosap sia per le persone fisiche che per le attività economiche, rivedere il pagamento dei servizi a domanda individuale, valutare il da farsi sulla Tari”. “Reputo queste misure urgenti e necessarie, già in questa fase, e chiaramente in attesa di ulteriori strumenti o interventi che Governo e Regione sapranno introdurre”.

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Voglio ringraziare tutti coloro che si adoperano per gestire nel miglior modo possibile questa situazione: i volontari il personale amministrativo e sanitario impegnato in ospedale e sul territorio, alle forze dell’ordine, le farmacie, a chi lavora nella distribuzione alimentare e a tutti coloro che continuano a lavorare. Il momento è complesso e serve affrontarlo con una determinata unità d’intenti a cui tutti siamo pronti a dare il nostrocontributo”.

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