Il rapporto tra Fellini e il Sacro nel progetto “Ho bisogno di credere”

La dimensione religiosa dell’opera di FF è indagata nel convegno “L’infanzia del mondo”, in programma a Rimini, sabato 10 ottobre

l sassolino del matto (La strada); il pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore (Le notti di Cabiria); la statua di Cristo in volo su Roma (La dolce vita); il collegio religioso e l’incontro con il cardinale (8 e 1/2); la recita del martirio della Santa (Giulietta degli spiriti); il Rex (Amarcord); la sfilata di abiti ecclesiastici (Roma) e ancora sequenze tratte da Lo sceicco bianco, Il Bidone, I Clown, Casanova, La città delle Donne, La voce della Luna. La poetica di Federico Fellini è pervasa di religiosità, praticamente in tutta la sua filmografia. “Ho bisogno di credere. – ha affermato Fellini all’amico e giornalista Sergio Zavoli – È un bisogno né vivo né maturo, per la verità, un bisogno infantile di sentirmi protetto, di essere giudicato benevolmente, capito e possibilmente perdonato”. La dimensione religiosa dell’opera di FF è indagata nel convegno “L’infanzia del mondo”, in programma a Rimini, sabato 10 ottobre (Museo della Città, via Tonini, ore 16).

Coordinato da Francesco Ramberti (Kaleidon/centro culturale Paolo VI), il convegno si sviluppa attraverso quattro interessanti relazioni. Davide Bagnaresi (Università di Bologna, Polo di Rimini) tratterà il tema “L’infanzia e la giovinezza di Fellini a Rimini”; la relazione di Marco Tibaldi (ISSR Bologna) verte su “La figura, l’arte e la spiritualità di Giulietta Masina”. “La spiritualità della poetica felliniana da Giovanni Pascoli a Tonino Guerra” è l’argomento sul quale interverrà il critico cinematografico e poeta Gianfranco Miro Gori. Chiuderà la sessione Renato Butera (Università Pontificia Salesiana - Roma) con “Il mondo cattolico e Fellini: pro e contro”.

In serata (ore 21), sempre sabato 10 ottobre, al Teatro Galli, è organizzato l’evento “Fellini e il sacro: dialoghi, testimonianze e musica”. Intervengono: il regista e scrittore Pupi Avati, il teologo Marco Tibaldi e il regista Mauro Camattari. Nel corso della serata, sarà proiettata l’anteprima del docufilm Ho Bisogno di credere (della durata di circa 26 minuti), con le ultime interviste rilasciate da Sergio Zavoli sull’amico Federico. Conduce la serata il giornalista Fabio Falzone (TV2000). L’evento prevede in scena anche arie ispirate alle musiche di Nino Rota eseguite dal musicista e compositore Federico Mecozzi. Il progetto è promosso dalla Università Pontificia Salesiana - Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale; dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro e dal centro culturale Paolo VI di Rimini, in occasione del centenario della nascita del regista riminese.


Il progetto comprende anche due mostre allestite presso il Museo della Città: con la mostra
“Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro” e “Il divino amore di Fellini” (3-17 ottobre 2020).
La prima mostra rivisita l’immaginario religioso nei film di Fellini con le sue contraddizioni e le sue provocazioni. Attraverso diciotto grandi e suggestivi pannelli e alcune fascinose installazioni si ripercorre una parte sostanziosa della filmografia del cinque volte Premio Oscar attraverso un originale grandangolo. Dopo il Museo della Città, la mostra sarà allestita a Roma, presso la Pontificia Università Salesiana (24-31 ottobre 2020), per ritornare a Rimini (8 novembre-8 dicembre) presso il centro commerciale Le Befane. La mostra è accompagnata da un catalogo omaggio di 24 pagine a colori (formato 44 x 29 cm), realizzato in collaborazione con il settimanale ilPonte - Rimini. Partner: Pigini Group-Rotopress, centro commerciale Le Befane – Rimini, Trend Hotels – Hotel Biancamano.

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“Il divino amore di Fellini”, la seconda mostra ospitata al Museo della Città (fino al 17 ottobre 2020). L’esposizione è dedicata alle emozionanti fotografie ritrovate da Jonathan Giustini e riferite al film Le notti di Cabiria. In particolare, il pellegrinaggio di Federico Fellini al Santuario romano del Divino Amore. L’editore riminese Interno4 ha da poco dedicato un interessante volume, Fellini inedito, proprio su questo film e le sue immagini ‘ritrovate’. Il Museo della Città ospita una trentina di pannelli con le fotografie che ritraggono il regista e gli attori, il set, il sopralluogo, il Santuario, e una serie di testi relativi a queste foto. Qualche scatto potrebbe essere opera dello stesso Fellini.

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