Il sindaco Gnassi: "Non abbiamo tradito il 'Patto per la sicurezza'"

Precisazioni del primo cittadino di Rimini sulla questione del trasferimento degli uffici della Questura

A denunciare per primi la mancata applicazione del "Patto per la sicurezza", firmato a Rimini dal ministro Minniti, era stato il Sindacato Autonomo di Polizia che lamentava come, nonostante l'accordo, il 28 febbraio scorso non c'era stato il passaggio degli uffici della polizia di Stato da via Bonsi a piazzale Bornaccini. Una ricostruzione che, però, ha mandato su tutte le furie il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che in un comunicato stampa ha voluto ribadire come tutto proceda secondo le tebelle di marcia. “La sorprendente, e uso l’ironia, ‘ricostruzione dei fatti’ - commenta il primo cittadino - apparsa sulla stampa locale, in ordine all’attuazione del Patto sulla Sicurezza, sottoscritto a dicembre 2017 mi offre l’occasione per fare un punto fuori da ogni diplomazia sulla vicenda".

Immobile in piazzale Bornaccini già disponibile. "Questa la sede individuata nel Patto per il trasferimento transitorio del solo Ufficio Immigrazione entro il 28 febbraio 2018, così come scritto testualmente sul patto per la sicurezza - precisa Gnassi. - Coerentemente al dettato, il Comune di Rimini ha segnalato ai sottoscrittori del Patto come almeno 3 dei 6 piani componenti l’edificio siano completamente vuoti, uno ulteriore per metà, e anche alcuni spazi al piano terra. Sono spazi già disponibili per gli eventuali lavori di approntamento all’utilizzo previsto. Non solo non c’è stato alcun riscontro circa questa immediata disponibilità, ma ancora non è giunta alcuna indicazione riguardo l’organizzazione e le necessità nell’impiego del nuovo spazio. Eppure i lavori sarebbero già potuti partire da tempo, nell’ambito di un rapporto col privato proprietario dell’immobile e attraverso l’organizzazione e la rappresentazione delle esigenze e il loro coordinamento anche con lo stesso privato. Questi compiti e queste funzioni devono essere coordinate dagli enti preposti. Non dal Comune di Rimini".

Centro per l’Impiego e competenza di legge. "L’immobile, che non è di proprietà del Comune di Rimini - commenta il sindaco - ospita in una parte l’Ufficio per l’impiego di Rimini, che fino a poco tempo fa era gestito dalla Provincia ed oggi è gestito dall’Agenzia Regionale per il lavoro. Vi sono impiegati 45 dipendenti, impegna spazi per circa 800 – 900 mq e ha un’utenza quotidiana notevole, con punte tra i 18.000 e i 19.000 utenti nei periodi pre e post stagione balneare. Ai Comuni la legge assegna il solo onere di farsi carico delle spese della sede dove il Centro svolge la sua attività. Gestirne quindi il trasferimento è un’operazione complessa e articolata, dato che i soggetti in campo sono una pluralità e vanno dalla Regione titolare del servizio, al Comune, ai privati proprietari dell’immobile, alle articolazioni territoriali dello Stato e non ultimo l’utenza. Una complessità di cui il Patto per la sicurezza tiene conto assegnando a tutti i sottoscrittori l’onere della sua esecuzione; e non dividendo tra chi deve fare e chi deve ‘ordinare alla carta’, come pare di capire oggi leggendo la stampa quotidiana. In questo quadro l’Amministrazione di Rimini, andando oltre il dovuto  per competenza, per senso di leale collaborazione, per senso di responsabilità e per rispetto degli agenti e delle necessità della Polizia di Stato, si è subito attivata per il reperimento di nuovi spazi idonei anche per il Centro per l’impiego, che occupa come già detto solo una parte  dell’immobile perché circa quasi 4 piani su 6 sono già disponibili. Sul centro per l’impiego avremmo potuto limitarci a dire ‘noi paghiamo l’affitto e stop’, ma ci siamo dati da fare, supplendo a una attività che il patto stesso pone in capo a ogni soggetto firmatario, a partire dal suo coordinamento. Che non doveva né poteva essere esercitato dal Comune di Rimini, dato che il patto per la sicurezza che coinvolge molte istituzioni dello Stato deve essere coordinato per la sua applicazione dai soggetti che la legge individua. Vale la pena sottolineare che nel corso del tempo erano già state individuate anche ipotesi temporanee alternative per le esigenze provvisorie della Questura e per l’Ufficio Immigrazione,non percorribili per motivi diversi, sui quali non voglio né posso sindacare.

Perché è calato il silenzio sullo scandalo di via Ugo Bassi e sul potenziamento degli organici di polizia? "Mi si dà a questo punto l’occasione - prosegue Gnassi - per esprimere pubblicamente tutta la preoccupazione per quanto riguarda gli obbiettivi principali del Patto per la sicurezza che sono peraltro gli obiettivi da cui ha preso vita il Patto stesso, ovvero la nuova questura di via Ugo Bassi e il tema del potenziamento degli organici. Parti sostanziali, la cui soluzione e disbrigo spetta a soggetti e uffici che non sono quelli comunali, sulle quali non abbiamo più avuto alcuna informazione. Silenzio assoluto. Ma è solo un'impressione sbagliata che di quel documento fondamentale, a qualcuno l’unica cosa che interessi davvero sia il ‘trasferimento transitorio in piazzale Bornaccini’? Il ‘mostro’ che si affaccia su via Roma oppure la sicurezza sul territorio sono elementi secondari? Esprimerò senza peli sulla lingua, sperando naturalmente di sbagliarmi ma guardando negli occhi tutti i partecipanti, questa opinione nel prossimo comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza  che chiederò di convocare. Ma anticipo già che se così fosse, e se qualcuno facesse lo smemorato e 'dimenticasse’ gli impegni sostanziali presi con il Patto, verrà  contrastato istituzionalmente  nelle sue intenzioni. Senza fare sconti e mettendo da parte, se sarà il caso, un po' di diplomazia. La schiettezza e la verità sono le armi migliori per contrastare chi è capace di toccare punti molto bassi come rappresentare le cose come esse non sono o tentare di mettere i Comuni l’uno contro l’altro. Forse vale la pena ricordare una cosa: lo scandalo di via Ugo Bassi è un pasticcio che ha molti responsabili ma nessuno dei quali ha avuto o ha residenza a Palazzo Garampi".

"Siamo quindi in piena fase di esecuzione del Patto - conclude il sindaco di Rimini - e riconfermo la totale disponibilità, nello spirito di collaborazione che il Patto ha ispirato e che richiede per essere attuato, a fare tutto quanto è possibile e oltre affinché i tempi di approntamento delle due sedi (Centro per l’impiego e Ufficio Immigrazione) vadano in parallelo per comprimere i tempi di attuazione del Patto stesso. Ma a questo punto, come rappresentante della comunità riminese, pretendo risposte certe e rapide sui punti strategici di quel documento. Via Ugo Bassi e rafforzamento degli organici di polizia. Perché Rimini non può più subire né l’ignavia di chi ha creato il pasticcio nel passato né le furbizie interessate del presente. Nell’attesa, si spera rapidissima, auspico che almeno ognuno faccia il suo”.

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