Il Tribunale di Rimini inguaia Fabrizio Corona con una sentenza che farà giurisprudenza

Il giudice ha rigettato l'eccezione presentata dalla difesa dell'ex paparazzo il quale dovrà comparire in aula per difendersi dalle accuse di violazione della sorveglianza speciale

Il giudice monocratico del Tribunale di Rimini ha ribaltato completamente le tesi della difesa di Fabrizio Corona, l'ex paparazzo a giudizio per violazione della sorveglianza speciale, con una sentenza che, oltre a fare giurisprudenza, riaprirà altri conti in sospeso che l'imputato ha con la giustizia. Il merito della questione sollevata dalla difesa dell'ex fotografo era inerente al suo arresto avvenuto, nel gennaio del 2013, in Portogallo dove si era costituito alla polizia di Lisbona in seguito a un mandato di cattura europeo. La tesi dell'avvocato, già ritenuta valida in vecchi procedimenti che vedevano Corona imputato, era che l'arresto non riguardava i procedimenti specifici già in corso ma, invece, era arrivata in seguito a un ordine di carcerazione per un cumulo di reati.

Il vice procuratore onorario di Rimini, Leonardo Berardi, ha smontato le eccezioni presentate dalla difesa e, la sua tesi, è stata accolta dal giudice monocratico che ha disposto il via libera al processo riminese di Corona. Questa decisione, tuttavia, riaprirà anche altri processi che vedevano l'ex re dei paparazzi imputato. Allo stato attuale, sono 4 i procedimenti, due presso il Tribunale di Milano, uno presso la Corte d'Appello sempre di Milano e uno al Tribunale di Udine, che dovrebbero ritornare in aula. Attualmente nel carcere di massima sicurezza di Opera dove deve scontare una condanna per estorsione nei confronti di personaggi del mondo dello spettacolo, Corona era stato pizzicato dai carabinieri di Riccione dopo una notte in una discoteca della Perla Verde. La vicenda risale al luglio del 2012 quando Corona, già nel mirino della magistratura e sottoposto all'obbligo di non uscire nelle ore notturne, aveva ottenuto un permesso speciale dal Tribunale di sorveglianza, per poter trascorrere la serata di ieri in un noto locale riccionese, per partecipare ad uno spettacolo, ma solo fino alle 3 di notte.

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All'epoca, infatti, il 40enne paparazzo "arrotondava" i suoi guadagni con le comparsate nei locali notturni ed era stato invitato al Peter Pan di Riccione. All'alba, però, i carabinieri della Perla Verde lo avevano pizzicato mentre rientrava in albergo facendo così scattare la segnalazione alla magistratura. Il processo riminese è stato quindi aggiornato al 21 gennaio del 2016 quando, a salire sul banco degli imputati, sarà lo stesso Corona che verrà esaminato in merito a quanto accaduto nella Perla Verde.

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