Il vescovo Lambiasi in visita a Casa Madiba nel giorni del grande freddo

In questa settimana di emergenza neve e gelo, tutto il Network solidale di Casa Madiba è stato operativo, per garantire tutti i servizi

In questa settimana di emergenza neve e gelo, tutto il Network solidale di Casa Madiba è stato operativo, per garantire tutti i servizi (docce, raccolta/distribuzione vestiario e generi di prima necessità)  del  Guardaroba Solidale Madiba  e le pratiche di mutualismo e accoglienza degna (Casa Don Gallo ha ospitato diversi homeless nello spazio diurno) che si sono generate in via Dario Campana. Lunedì pomeriggio nonostante il maltempo l'associazione ha ricevuto la visita del Vescovo, Francesco Lambiasi negli spazi del Guardaroba Solidale presso Casa Madiba e di Casa Don Gallo. Con lui, don Maurizio, parroco di San Raffaele.

Spiega una nota. "Il clima che ha avvolto la discussione è stato di reciproca curiosità e rispetto verso il lavoro svolto in questi lunghi mesi, fatti anche di trattative con l'amministrazione comunale che ha riconosciuto il servizio alla città svolto dalle due associazioni e dagli abitanti di Casa Gallo, progettualità che ha saputo andare oltre l'emergenzialità e si è strutturato come luogo di riscatto e non assistenziale in cui tutti gli abitanti si sono resi parte attiva del proprio progetto di vita. Un primo momento si è svolto presso il "Guardaroba Solidale Madiba" (che nel 2017 ha incontrato più di cento persone) a Casa Madiba dove le attiviste hanno sottolineato l'intervento sociale che si sviluppa in tre aperture settimanali per la distribuzione degli indumenti, generi di prima necessità e per l'utilizzo delle docce".

Tanti i temi trattati da parte degli abitanti all’interno della sala dello spazio diurno di Casa Gallo; dal nuovo percorso di approfondimento sul diritto all’abitare sviluppato nella campagna “Una Casa per tutti“ che vede gli abitanti partecipare a dei momenti di formazione settimanale per poi promuovere un banchetto informativo tutti i sabato mattina in via IV Novembre, al supporto nella gestione della raccolta e distribuzione dei prodotti alimentari rivolta agli homeless della città e al concretizzarsi della sperimentazione dell’autogestione all’interno della casa grazie all’assemblea e al pranzo sociale settimanale, veri e propri spazi di relazione, di condivisione, di costruzione della progettualità comune.

Conclude la nota: "E’ su alcune tematiche che si sofferma maggiormente l’animata discussione. L’importanza dell’autogestione che in questi mesi ha permesso di far prendere coscienza agli abitanti sulla propria condizione di fragilità ma anche sulle qualità che possono essere messe a servizio della comunità e che stimolano gli/le abitanti a sentirsi parte di una grande famiglia quindi organizzare i turni delle pulizie, prendersi cura dei rapporti interpersonali fra generi, generazioni e nazionalità diverse è il vero senso del riscatto. Suggerita dalle problematiche che i migranti, richiedenti asilo, rifugiati vivono nel rapporto con la città e con reali processi di inclusione sociale e grazie anche al contributo che gli insegnati di italiano della Scuola Popolare Madiba presenti all’incontro, la discussione si è poi soffermata sull’importanza del dialogo con l’altro, il rispetto verso la dignità umana che oggi è pressoché assente nella nostra società, dove prevalgono sentimenti di odio, di rabbia, di rappresaglia verso i più ricattabili. Alcuni abitanti sono intervenuti affermando che “facciamo fatica ad imparare la lingua italiana perché l’unico momento in cui possiamo parlare ed interagire sono le lezioni a scuola ed il quotidiano nella Casa” fuori i rapporti sono sfuggenti e limitati. Il significato profondo di accoglienza sta proprio nella costruzione del dialogo, nel riconoscimento dell’altro come persona e della povertà come prodotto di un sistema economico/finanziario e non una colpa personale. Restituire dignità alle persone con le quali interagiamo vale più di tanto cibo o vestiario regalato. La cultura della solidarietà per tutti e tutte va intrapresa già nelle scuole se vogliamo uscirne con comunità in divenire e non con l’individualismo razzista ed imperante che discrimina e crea muri".

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