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Il vescovo ricorda il Beato Alberto Marvelli e invita gli operatori della Caritas a seguirlo

Lambiasi: "Della carità sociale e politica è stato testimone credibile e convinto, coerente, appassionato protagonista, al punto da essere definito 'ingegnere manovale della carità'”

Lunedì 5 ottobre, memoria del Beato Alberto Marvelli, alle ore 19, presso la chiesa di Sant'Agostino, il Vescovo di Rimini ha celebrato la solenne liturgia, con il coinvolgimento delle Aggregazioni ecclesiali giovanili e della Caritas. Nella stessa occasione, cioè nella memoria del Beato Marvelli, che ha servito gli ultimi e la città in un periodo difficile come il dopoguerra, monsignor Francesco Lambiasi ha affidato il “Mandato” ai volontari della Caritas. E' la prima volta di questo mandato, e durante la celebrazione il Vescovo ha ringraziato i volontari che hanno prestato servizio nel periodo del Coronavirus, e tutti – operatori e volontari - per quanto fanno, per quanto hanno fatto durante il lockdown e in generale nel periodo di crisi, ed esortandoli ad offrire ancora di più nei prossimi giorni, nelle prossime settimana e nei prossimi mesi il loro prezioso servizio per il bene dell'uomo e dei più deboli e della Chiesa.

Si possono ricordare a questo proposto, le parole di Papa Francesco pronunciate il 27 marzo scorso: “È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. (...) È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia”.

"Della carità sociale e politica Alberto Marvelli è stato testimone credibile - ha commentato il vescovo Lambiasi durante la sua omelia. - E convinto, coerente, appassionato protagonista, al punto da essere definito “ingegnere manovale della carità”. Chiediamo al beato Alberto di non lasciarci in pace, fino a quando non ci saremo convinti che non c’è rinnovamento anche sociale, che non parta da una generosa risposta alla chiamata alla santità. Che l’autentica azione politica è servizio per il bene comune, con trasparenza e competenza. Che sarà possibile salvarci dalla pandemia solo insieme, solo se vivremo da fratelli e sorelle. Tutti".

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