Il vicesindaco Lisi in Toscana per approfondire i progetti della Fondazione Casa Lucca

Il vicesindaco Gloria Lisi, accompagnata dal Direttore dei Servizi Educativi e di Protezione Sociale Fabio Mazzotti e da alcuni collaboratori della Direzione, si è recata nel Comune di Lucca per approfondire il progetto della Fondazione Casa Lucca

Ci sono esperienze virtuose, sparse per l'Italia, da cui si può trarre spunto, riadattandole alle esigenze del territorio e dando risposte alle esigenze dei cittadini. Il vicesindaco Gloria Lisi, accompagnata dal Direttore dei Servizi Educativi e di Protezione Sociale Fabio Mazzotti e da alcuni collaboratori della Direzione, si è recata nel Comune di Lucca per un incontro a cui ha presenziato il vicesindaco Carla Reggiannini, per approfondire il progetto della Fondazione Casa Lucca (https://www.fondazionecasalucca.it), nata nel 2007 con l'obiettivo di predisporre iniziative destinate a far fronte alle situazioni di disagio abitativo.

In collaborazione con la Provincia di Lucca e altre realtà locali (pubbliche e private), la Fondazione promuove l'inserimento nel tessuto economico-produttivo e l’integrazione sociale di quei soggetti, purtroppo sempre più numerosi, che si trovano a dover far fronte a problematiche contingenti legate alla crisi economica e alle conseguenti ripercussioni in ambito lavorativo e abitativo.
Insieme al vicesindaco era presente anche Marco Iazzolino presidente della Fiopsd (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), che collabora con Casa Lucca in materia di housing sociale.

"L'obiettivo della visita era quello di valutare se il modello adottato nel capoluogo toscano possa essere in qualche modo riproposto anche nel territorio riminese - spiega il vicesindaco Gloria Lisi - al fine di ampliare la disponibilità  di interventi da destinare alle famiglie che non riescono ad accedere agli alloggi di proprietà comunale. Ricordiamo che la disponibilità di alloggi Erp nel comune di Rimini è solo pari a 1100 unità abitative con una turnazione limitata (circa il 3%) e legata quasi esclusivamente ai decessi a fronte di una richiesta di accesso di 1400 famiglie".

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