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Il volo in elicottero della Brambilla a Rimini finisce nel mirino della magistratura

L'ex ministro al Turismo è accusata di peculato per essersi "approrpiata" di un elicottero dei carabinieri per arrivare nella città romagnola a incontrare gli operatori turistici locali

Partita una richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla. A inviarla alla Camera è la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano chiedendo che il Parlamento dica sì al processo. L'accusa è di peculato e di abuso di ufficio. Secondo i magistrati milanesi, a cui gli atti sono stati inviati dal Collegio del tribunale dei ministri, Brambilla, attualmente deputata di Forza Italia e nominata da pochi giorni responsabile del Dipartimento per il sociale e la solidarietà del partito, si “appropriò” illegittimamente “restituendolo dopo l'uso” di un elicottero di Stato, in uso all'Arma dei carabinieri, dopo aver attestato “falsamente in almeno due occasioni” di averne bisogno per “ragioni attinenti alle finalità istituzionali”. I reati contestati risalgono al 9 dicembre 2009 e al 13 marzo 2010. La richiesta, è stata inviata a Montecitorio il 3 febbraio scorso allegando il fascicolo processuale firmato dal Collegio del Tribunale ministeriale (giudice estensore Anna Ferrari, presidente Dario Giuseppe Papa, giudice Silvia Brat) trasmesso il 20 gennaio di quest'anno presso la Procura milanese. L'accusa è di abuso d'ufficio e di peculato. La pratica (nove pagine in tutto) è stata assegnata alla Giunta per le autorizzazioni presieduta da Ignazio La Russa, che, durante un Ufficio di presidenza, ha calendarizzato il caso per la prossima settimana. Se la Camera dirà sì la Brambilla sarà processata dal Tribunale penale ordinario, visto che, come scrivono i giudici, i voli non sarebbero stati effettuati nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali nè vi erano ragioni di sicurezza inerenti.

La Russa, interpellato dall'agenzia Dire, commenta: “Mi sembra molto strano che un fatto che la Procura in un primo momento aveva archiviato ora ci venga trasmesso per l'autorizzazione. Lo esamineremo con molta attenzione la prossima settimana”. Negli atti inviati alla Camera, visionati dall'agenzia Dire, si legge che la Brambilla “attestava falsamente in almeno due occasioni di trovarsi per ragioni attinenti alle finalità istituzionali dell'ufficio pubblico ricoperto in Calolziocorte (Lecco), luogo in cui stabilmente risiede, nonché di dover ivi far rientro per il disbrigo di affari attinenti il medesimo ufficio di ministro, in tal modo traendo in inganno l'Ufficio per i voli di Stato presso la presidenza del Consiglio sulla inderogabilità del trasferimento in elicottero per poter espletare tutti i compiti istituzionali”.

L'Ufficio per i voli di Stato così “concedeva l'uso di un elicottero dell'Arma dei carabinieri per condurla da Calolziocorte a Piazzola sul Brenta (Padova) e viceversa, e da Calolziocorte a Rimini e viceversa)”. Per i giudici Brambilla ha violato la direttiva della presidenza del Consigli, varata proprio da Berlusconi il 25 luglio 2008, che ha introdotto “paletti” molto rigorosi all'uso dei voli di Stato da parte degli esponenti del governo procurandosi “un ingiusto vantaggio consistito nell'utilizzo dell'elicottero dell'Arma dei carabinieri anzichè dell'autovettura di servizio con autista” e procurando così un danno all'erario di “7.000 euro a tratta” (in tutto 28.000 euro) “oltre alle spese per la predisposizione dei servizi conseguenti all'utilizzo del velivolo, tra l'altro per i servizi di ambulanza e antincendio)”.

(Agenzia Dire)

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