Immigrazione clandestina: tre autisti riminesi fermati in Svezia con 45 profughi

La Procura di Rimini sta indagando su un presunto traffico di immigrati clandestini che, dall'Italia, raggiungevano varie nazioni dell'Europa a bordo di pullman di proprietà di una ditta riminese

La Procura di Rimini sta indagando su un possibile traffico di immigrati clandestini che, dall’Italia, raggiungevano varie nazioni dell’Europa a bordo di pullman di proprietà di una ditta riminese. A far scoprire la vicenda è stato, lo scorso 27 agosto, un controllo alla frontiera svedese di un pullman granturismo con, a bordo, 45 passeggeri siriani privi del visto d’ingresso A farne le spese sono stati i tre autisti, tutti riminesi e dipendenti di una storica azienda, da tre settimane sottoposti a fermo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Da quanto ricostruito, pare che a organizzare il viaggio sia stato un albergatore riminese nel cui hotel alloggiavano i profughi siriani, al momento non è dato a sapere se si trovavano in Italia in maniera legale o da clandestini. 

Il pullman, partito da Rimini, aveva attraversato tutta l’Europa fino a quando è stato fermato a Malmoe, al confine tra Danimarca e Svezia, dagli agenti doganali che hanno scoperto come i passeggeri fossero sprovvisti di Visto d’ingresso. L’ipotesi delle autorità svedesi è che i siriani siano clandestini, in fuga dalla guerra civile, ma i tre autisti sono stati fermati come registi di questo traffico umano. Il pubblico ministero, che indaga sul traffico di esseri umani che pare avere Rimini come tappa, ha richiesto una rogatoria internazionale con la Svezia per capire se il fermo degli autisti possa essere legato all’indagine. Resta anche da capire quale sia il ruolo dell’albergatore, che ha organizzato il viaggio in Svezia per i 45 siriani, e che cosa ci facessero i profughi a Rimini alla fine di agosto e da dove fossero arrivati.

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