Un'azienda di borse produce 4mila mascherine e le dona a chi ha bisogno: "Supereremo questo momento"

L'imprenditore di Cattolica Andrea Acquaviva sta realizzando i dispositivi e li regalerà a enti, croce rossa e ospedale

Sono quattromila le mascherine in produzione in un'azienda di Cattolica che verranno presto donate. Al timone di questa iniziativa c'è Andrea Acquaviva, titolare della Emmea, un'impresa con sede legale nella Regina e base operativa a Gradara, che produce borse e accessori. In questa fase d'emergenza sanitaria Andrea non ha però avuto dubbi sul da farsi: “Vista la situazione critica che stiamo vivendo ho avuto un’idea e l’ho messa in pratica - racconta - In questi momenti bisogna far venir fuori la creatività. E se si ha un’intuizione bisogna portarla avanti fino alla fine perché può essere d'aiuto per qualcuno". E così è stato. Andrea ha deciso di dedicare una parte della sua azienda alla produzione di mascherine “Ho preso questa decisone perché c'è un'assoluta necessità come mi hanno confermato gli Enti pubblici, la Croce Rossa, la Protezione Civile e l’ospedale di Rimini. Sembra che tutti le cerchino come il pane allora do una mano ben volentieri”.

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In questi giorni Andrea sta lavorando insieme ad altre quattro persone per produrre migliaia di mascherine. I costi di produzione saranno a suo carico per 2000 pezzi, gli altri 2000 sono a carico di un’altra azienda di Cattolica, la Valentina Giorgi srl. “In questo momento dobbiamo essere uniti, la collaborazione è fondamentale”. La sua idea iniziale era di produrre mascherine per il pubblico, poi è bastato un post su Facebook per ampliare la richiesta.
Ha lanciato la sua idea su Facebook e poi cosa è successo?
"Ho scritto un post sulla mia pagina dicendo che avevo deciso di produrre mascherine da regalare perché non volevo guadagnare nulla su un bene di questo tipo in questo momento. L’ho scritto, soprattutto, perché trovo molto brutto che tanta gente se ne sia approfittata e se ne stia approfittando vendendo le mascherine a prezzi esorbitanti. In seguito a questo post mi hanno contattato centinaia di persone e vari Enti pubblici della provincia di Rimini e della Provincia di Pesaro".
L’hanno contattata anche da altre zone d’Italia?
"Sì, principalmente privati, ma al momento la produzione è per i Comuni di Cattolica, Rimini, Pesaro anche perché coprire troppe zone potrebbe significare non accontentare nessuno. Poi bisogna capire, anche quante mascherine possono servire perché in questo momento non se trovano in Italia. Più si riesce a farne e più se ne possono distribuire".
Quante mascherine avete già prodotto?
"Ne abbiamo già tagliate circa 3000 e le stiamo mettendo in produzione. Saranno pronte per questa settimana prossima".
Quale tipo di mascherina state producendo?
"Ci sono tanti tipi di mascherine come le Fpp2 e Fpp3, ma noi non le produciamo. Le nostre sono fatte con due strati di Tnt e uno di materiale filtrante. Le ho fatte testare dai medici e mi hanno detto che sono migliori di quelle che hanno loro in dotazione. Sto cercando anche il modo di farle certificare in maniera tale da poter dare un prodotto che sia ufficiale".
A chi saranno date le mascherine?
"Al momento tendo a non darle al personale sanitario, a meno che non me lo chiedono loro perché non ne hanno. Comunque mi hanno detto che è meglio una mascherina non certificata piuttosto che niente. L’idea iniziale era di realizzarle per il pubblico, cioè per chi deve andare a far la spesa, o lavorare, o sta male o per chi deve proteggersi perché deve stare in casa con qualcuno malato. Poi ho visto che ci sono Enti che ne hanno necessità e quindi mi sto muovendo in quella direzione".
Quali Enti le hanno chiesto le mascherine?
"Circa 500 mascherine andranno al Comune di Cattolica che le darà principalmente ai centri per anziani. Poi, la maggior parte delle mascherine andrà alla Croce Rossa di Cattolica che si occupa della gestione dei Comuni di Cattolica e limitrofi".
Sa a chi verranno consegnate le mascherine?
"Le modalità di distribuzione sinceramente non lo so, ma penso che le diano ai malati o alle persone che ne hanno bisogno e ne facciano richiesta. La Croce Rossa è entrata in gioco proprio perché non potevo anche gestire la distribuzione capillare delle mascherine".
Dopo questo primo lotto di mascherine proseguirà o fermerà la produzione?
"Sicuramente andremo avanti finchè ci sarà l’esigenza di farle, dopodichè si valuterà. Non penso che sia un prodotto che abbia un mercato in Italia. Questo è un prodotto di basso costo che viene prodotto principalmente in Cina". 
Come sta vivendo questa situazione?
"Mi hanno fatto piacere tutti gli attestati di stima che mi hanno mandato in questi giorni. Non pensavo di avere tutta questa attenzione. Lo faccio perché mi fa piacere farlo. Penso che in una situazione del genere o tutti ci diamo una mano o non se ne esce. Quindi mi fa piacere. Spero di farne il più possibile per accontentare più persone possibili".
Il suo settore ne ha risentito di questa crisi?
"Nel bene o nel male abbiamo continuato la produzione, la sconteremo di più i prossimi mesi dove ci sarà un crollo della produzione dovuta alla mancanza di domanda perché le borse che stiamo producendo ora verranno vendute più avanti e quindi avremo qualche mese di buco".
È ottimista o pessimista per il futuro?
"Ci attendono delle sfide importanti per tutti. Non solo a noi romagnoli, riminesi, italiani, ma a tutti a livello globale. Dovremo tirarci su le maniche e cercare di fare ancora meglio, di fare di più di quello che abbiamo già fatto per far ripartire tutto".
Un messaggio che vuoel trasmettere?
"L'unico modo per uscire da questa situazione è di collaborare tutti, darsi da fare. Ascoltare quello che ci viene detto e stringersi verso un obiettivo comune perché altrimenti, secondo me, diventa difficile. Cerchiamo di fare il meglio possibile e andiamo avanti".

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