Inaugurata la mostra "Per documento e meraviglia": una storia lunga 400 anni

Subito affollatissime le Sale antiche e la Galleria dell’Immagine dove si snoda il percorso che racconta la storia di Rimini attraverso manoscritti, carte e immagini

Successo per la mostra, inaugurata ieri pomeriggio, Per documento e meraviglia. Una storia lunga 400 anni, allestita nelle sale antiche e alla Galleria dell’Immagine della Biblioteca Gambalunga di Rimini, culmine delle celebrazioni per i 400 anni dell’istituzione fondata per volere del giureconsulto Alessandro Gambalunga.

L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro, affollatissimo, nella sala della Cineteca al quale hanno preso parte il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e i curatori della mostra Oriana Maroni e Piero Meldini. “E’ un evento pensato per leggere la nostra città attraverso il patrimonio della Biblioteca e un sentimento di meraviglia per il sapere” ha dichiarato la direttrice Oriana Maroni. Un atto di amore nei confronti della città, quello che sta alle origini dell’iniziativa: “Siamo tutti innamorati di Rimini” le parole della direttrice alle quali sono seguite quelle del sindaco Andrea Gnassi che a riprova dell’attenzione alla cultura e alla storia del territorio ha voluto annunciare la prossima intitolazione, al termine dei lavori al Castello Malatestiano, di una piazza al poeta Ezra Pound, dopo quella intitolata a Francesca da Rimini. Il passaggio del grande ma controverso artista ed intellettuale a Rimini, proprio in Biblioteca, è stato menzionato anche dallo storico Piero Meldini che ha ricordato una lettera dell’autore dei Cantos malatestiani custodita dalla Biblioteca.

Il percorso espositivo della mostra Per documento e meraviglia. Una storia lunga 400 anni prende avvio al piano terra della Biblioteca Gambalunga, alla Galleria dell’Immagine. Accompagnati dalle parole su Rimini di Federico Fellini, di Pier Vittorio Tondelli e di Luciano Liguabue, si ha accesso a una sorta di Wunderkammer – camera delle meraviglie – dove, attraverso le immagini di un filmato di montaggio di sette minuti, si viene immersi in un secolo di storia, dalla fine dell’Ottocento alla fine del secolo scorso: dalla Rimini povera pre capitale della vacanza balneare, alla Miami d’Europa, al mito delle discoteche, passando per le celebrità – da Fred Buscaglione a Gianni Morandi, Catherine Spaak e Nino Manfredi, Mike Bongiorno – alle facce dei comuni cittadini. Come quelle delle foto tessera del fotografo Davide Minghini.

Al primo piano invece, dove è presente e rimarrà stabile una tavolo interattivo che consente di sfogliare alcuni preziosi manoscritti e testi antichi, il percorso si snoda nelle Sale antiche, a partire dalla novecentesca Sala Des Vergers, con i codici che raccontano la storia malatestiana, tra cui il preziosissimo Astronomicon di Basinio da Parma, per la prima volta esposto al pubblico grazie a Crédit Agricole Italia, che lo presta alla Gambalunga. Quindi, si accede alla sala del Settecento, interamente dedicata al XVIII secolo e alla cultura filosofica e scientifica dell’epoca, a partire dall’opera di Iano Planco, figura di scienziato brillante ma uomo dal pessimo carattere. Nelle successive sale Seicentesche spazio al periodo del XVII secolo, durante il quale a Rimini si sviluppa una riflessione appassionata sulla propria identità. Talmente appassionata che scoppiò anche una disputa che finì anche in consiglio comunale sul segno zodiacale. Il parere del segretario Malatesta Porta risolse la questione decretando che Rimini era non del Cancro ma dello Scorpione, segno che preannuncia incostanza, pigrizia e sensualità. Nella seconda stanza del Seicento opere e cimeli sul fondatore della Biblioteca, Alessandro Gambalunga. Per concludere, nell’ultima stanza, con un allestimento contemporaneo, Ex libris per luci cangianti, a cura di Annamaria Bernucci, realizzato dall’artista visivo Daniele Torcellini che costruisce una sinestesia di segni e forme e colori di luce, producendo un ambiente che elaborando i segni dei libri, della biblioteca e delle forme di lettura di passato e presente, li reinventa proiettandoli nel futuro.  Un ponte passato-presente, costruito e fatto di luce, sfidando le leggi della storia.

La mostra, che sarà visitabile fino al 26 gennaio 2020, rimarrà aperta da martedì a domenica: ore 16-19 (chiusura 1° novembre, 25 dicembre)

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Visite guidate gratuite su prenotazione: da lunedì a venerdì ore 9-18; sabato ore 9.30, 10.30, 11.30

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