Taglio del nastro per la scuola "Alberto Marvelli": ospiterà oltre 700 alunni

“S’arricchisce di un altro tassello – ha detto concludendo il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – il disegno che abbiamo perseguito quando abbiamo tracciato il nuovo Piano Regolatore dell’edilizia scolastica"

Taglio del nastro mercoledì mattina, al termine dei lavori di risanamento conservativo dell’immobile sede dell’Istituto comprensivo “Alberto Marvelli”. “La più bella scuola di Rimini – ha detto il Vicesindaco con delega alle Politiche educative Gloria Lisi – punto di svolta fondamentale nel processo di riordino dei cicli scolastici che abbiamo iniziato nel 2012 e della riorganizzazione della rete scolastica che vede nell’adozione del modello dell’Istituto comprensivo il punto più alto".

"Una nuova modalità di fare scuola ai bambini dai 3 anni, dalla scuola d’infanzia, ai 14 al termine della scuola secondaria di primo grado - ha aggiunto -. L’Istituto comprensivo Marvelli interpreta il modello dell’Istituto comprensivo del futuro razionalizzando una zona come il forese, ma non solo – tanti sono i genitori che da sud ma anche da nord della città scelgono il Marvelli come scuola secondaria di primo grado per i propri figli - e al contempo mettendo a disposizione una struttura che ha tutti i requisiti per offrire al meglio l’offerta formativa, rappresentandone il modello stesso. Una struttura senza la quale non si sarebbe incastrata, come in un domino, l’intera operazione di riorganizzazione scolastica che oggi possiamo dire conclusa nella sua grande parte.”

Sono 27 le aule per la didattica che possono ospitare fino a 748 alunni, realizzate al termine di un intervento durato 5 anni che ha trasformato l’ex seminario vescovile nella scuola d’eccellenza inaugurata. Un lavoro lungo, al termine del quale – come ha ricordato il progettista dell’intervento architetto Massimo Fraternali – assieme alle 27 classi per la didattica sono stati realizzati spazi per le attività speciali, le attività collettive, le attività musicali, le attività integrative e parascolastiche, la biblioteca, le attività complementari (atri e uffici), gli spazi connettivi e servizi igienici, gli spazi per l’educazione fisica: due palestre con spogliatoi di complessivi 630 metri quadrati e una biblioteca di 300 metri quadrat al piano terra; un’aula magna con 150 posti e sale professori, uffici presidenza, riunioni, genitori al piano rialzato; un’aula di applicazioni tecniche, una di sostegno, una d’osservazione scientifica al primo piano; un’aula d’informatica e due di sostegno al secondo piano; due di sostegno, un laboratorio d’arte, un laboratorio musicale al terzo piano.

Ma se questa scuola ha un “unico” è lo straordinario spazio esterno, che da colle di Covignano guarda la città, dove sono stati realizzati un campo da calcio a 6, un campo polivalente da basket e da pallavolo regolamentare e omologabile, una pista rettilinea per gare di velocità (80 m. x 6 corsie). Oltre agli spazi per l’educazione fisica dei ragazzi sono stati realizzati l’ingresso alla struttura per gli scuolabus e parcheggi di servizio per 113 auto (di cui 51 nuovi).

Tanti gli interventi sugli impianti, sulla sicurezza e sulle strutture, specie per l’adeguamento sismico alla luce delle nuove normative entrate in vigore all’indomani del terremoto dell’Aquila. Un intervento – come ha ricordato l’ingegner Milco Fregnan progettista strutturale – che ha riguardato tutti i piani dell’edificio, dalle fondazioni alla copertura su tutti e sei i blocchi in cui è suddiviso lo stabile. Sono stati creati nuovi corpi strutturali sismicamente indipendenti, realizzando adeguati giunti sismici mentre i nuovi corpi strutturali sono stati ulteriormente irrigiditi tramite la realizzazione di controventi in acciaio.

“Un intervento poderoso” – ha ricordato don Danilo Manduchi economo della Diocesi che ha ripercorso le fasi che, nate con l’approvazione della costituzione del diritto di superficie da parte del Consiglio comunale nell’aprile del 2008, poi modificato nel settembre 2010 alla luce delle aumentate esigenze della popolazione e della nuova legge antisimica, trovano oggi conclusione. Lavori che tra spese per la ristrutturazione e per interessi passivi ammontano a 12 milioni di euro a fronte di una cifra concordata col Comune di Rimini per un diritto di superficie dell’intera struttura per 60 anni di 17 milioni, “ovvero – ha concluso don Danilo facendo carta e penna il “conto della serva” – meno di un euro al mese per l’affitto dell’intero stabile (5.000.000 di euro : 60 anni = 83.333 l’anno : 8500 mq. = 9,80 euro al metro all’anno) non certo una “speculazione” da parte della diocesi, così come non è stato un cattivo affare da parte del Comune neppure nell’ipotesi di costruzione di una nuova scuola d’eguale valore in un altro luogo”.

“S’arricchisce di un altro tassello – ha detto concludendo il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – il disegno che abbiamo perseguito quando abbiamo tracciato il nuovo Piano Regolatore dell’edilizia scolastica. Un processo che si muove attorno all’assioma “le scuole dove servono e dove ce n’è bisogno”. Così abbiamo fatto a Gaiofana, così stiamo facendo a Villaggio I Maggio. Così come non abbiamo esistato a rispondere alla sollecitazione del Governo sull’edilizia scolastica del marzo scorso con la proposta di realizzare un vero e proprio villaggio educativo nella zona Nord della città. Ma se quello potrà essere il futuro oggi non possiamo che essere felici di questo momento. Una nuova scuola pubblica, piena di spazio, luce, verde come dovrebbero essere tutte le scuole, collegata ai mezzi pubblici e tra non molto anche ad una pista ciclabile, con un ottimo grado di sicurezza garantito da un intervento che ha trasformato un edificio degli anni ’60 in una scuola ideale per i nostri ragazzi in un periodo così delicato come il passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza”.

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