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Cronaca

Inchiesta "spese pazze", l'Appello conferma la condanna all'ex consigliere regionale

Una sola assoluzione, mentre vengono sostanzialmente confermate in Corte d'Appello, con piccole riduzioni di pena per alcune posizioni, le condanne a 6 ex consiglieri regionali del Popolo della Libertà

Una sola assoluzione, mentre vengono sostanzialmente confermate in Corte d'Appello, con piccole riduzioni di pena per alcune posizioni, le condanne a 6 ex consiglieri regionali del Popolo della Libertà per la vicenda delle “spese pazze” dei gruppi consigliari in Regione nel periodo 2010-2011, un'inchiesta sui costi della politica che all'epoca scosse l'ente di viale Aldo Moro a Bologna e che riguardò trasversalmente tutti i gruppi politici di destra e sinistra. Il caso si è poi frantumato in tribunale in diversi procedimenti e lunedì è giunto a sentenza in Appello il troncone che riguarda il gruppo consigliare dell'allora PdL (Popolo della Libertà), il partito che ad un certo punto riunì assieme Forza Italia e Alleanza Nazionale. 

La condanna viene quindi rimodulata per Luca Bartolini che è stato condannato in Appello a due anni, un mese e 26 giorni di reclusione, per Giorgio Dragotto (2 anni, 2 mesi e 20 giorni), Andrea Pollastri (2 anni, 1 mese e 18 giorni). Viene assolto Alberto Vecchi, mentre la conferma delle pena riguarda Marco Lombardi di Rimini (2 anni e 7 mesi) e Gianguido Bazzoni di Ravenna (2 anni e 4 mesi), a cui si aggiunge Luigi Villani (2 anni e 1 mese). Più che probabili i ricorsi in Cassazione, dato che appena 5 giorni prima del verdetto della Corte d'Appello di Bologna è stata depositata una sentenza della Suprema Corte che assolve in via definitiva la posizione analoga di Manes Bernardini, anch'egli ex consigliere regionale della Lega che aveva riportato in Appello una condanna a 2 anni e 4 mesi.

Nella maxi-inchiesta all'epoca si contestava ai vari consiglieri di aver scaricato spese private come rimborsi per l'attività politica, soprattutto rimborsi chilometrici e pasti. Ma anche regali, feste, cene di beneficenza, comparsate televisive. Fece scalpore anche l'inserimento di uno scontrino per un 'sex toy' messo a rimborso, così come il bigliettino da un euro per l'utilizzo di un wc pubblico. In un altro troncone dell'inchiesta sono stati assolti, nel 2017, tutti i consiglieri regionali del Pd, ad eccezione dell'allora capogruppo Marco Monari condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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