Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Incinta a 12 anni, il cugino ammette la relazione sessuale con la ragazzina

Interrogatorio di garanzia per il 23enne accusato di aver abusato la minorenne rigetta l'imputazione di aver palpeggiato un'altra parente

Si è tenuto nella mattinata di martedì nel carcere fiorentino di Solliciano l'interrogatorio di garanzia nei confronti del 23enne sudamericano accusato di atti sessuali con due sue cugine entrambi 12enni una delle quali rimasta incinta. Lo straniero, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi, ha risposto alle domande del gip giustificandola sostanzialmente come una relazione sessuale a suo dire consenziente con la figlia di un suo cugino di primo grado. Atti che, per la legge, se fatti su una minore di 14 anni sono sempre un reato anche se ci fosse la volontà della minorenne. Il sudamericano, tuttavia, ha respinto con forza le accuse che gli vengono mosse da un'altra parente sempre 12enne che ha puntato il dito contro di lui raccontando di una serie di palpeggiamenti nelle parti intime. Secondo quanto raccontato dal 23enne, che ha prodotto alcuni messaggi via Whatsapp, si tratterebbe di una montatura nei suoi confronti messa in piedi dalla famiglia quando aveva scoperto che la cugina era incinta di lui.

Lo straniero, poi, ha spiegato di essere scappato da Rimini e di essersi rifugiato a Firenze da una zia per sfuggire alle minacce di morte che gli erano arrivate dal padre della minorenne in stato interessante. Dall'interrogatorio, poi, è emerso che i genitori della 12enne si erano accorti della gravidanza della ragazzina solo quando questa era arrivata all'ottavo mese pensando che il gonfiore dell'addome fosse dovuto a problemi di alimentazione. Ad insospettirsi per primi sulle condizioni della minorenne erano stati gli insegnanti che, prima al preside e poi alla famiglia, avevano segnalato la situazione anomala.

Solo dopo questo episodio la mamma aveva portato la figlia dal pediatra e, su indicazioni del medico, poi all'ospedale dove era arrivata la diagnosi. Sconvolti, i genitori si erano rivolti ai carabinieri della Compagnia di Riccione che avevano fatto partire le indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani. Era stata la stessa minorenne a raccontare agli inquirenti di aver avuto una relazione col cugino al quale veniva affidata dai genitori quando questi si dovevano allontanare da casa per lavoro.

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