Cronaca

Indagine Hammer sulla Camorra a Rimini, sequestrati beni per 180mila euro

il soggetto colpito dalla misura patrimoniale è risultato coinvolto nell’indagine convenzionalmente “Hammer”, per i reati di estorsione continuata e porto e detenzione di arma, aggravati dall'agevolazione camorristica

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Rimini, assieme a quelli del Nucleo Investigativo di Napoli hanno posto sotto sequestro beni riconducibili a R.M., 47 anni. Il provvedimento di sequestro è stato disposto con due distinti decreti – uno di carattere preventivo e l’altro di natura penale del Tribunale di Bologna (Sezione Misure di Prevenzione) e dal GIPdel Tribunale di Rimini, a seguito di complessi accertamenti patrimoniali condotti dai militari dell’Arma nell’ambito di un procedimento disciplinato dal Testo Unico delle Leggi Antimafia e finalizzato all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale  con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, con contestuale richiesta di sequestro preventivo dei beni per la successiva confisca.

In particolare, il soggetto colpito dalla misura patrimoniale è risultato coinvolto nell’indagine convenzionalmente “Hammer”, per i reati di estorsione continuata e porto e detenzione di arma, aggravati dall'agevolazione camorristica e commessi a Rimini dal 2016 al 2018. Per tale imputazione, era stato condannato alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione e altre pene accessorie. L’attività svolta ha fatto emergere a suo carico  la sussistenza diindizi di appartenenza all'associazione camorristica denominata “Alleanza di Secondigliano”, operante nell’omonimo quartiere di Napoli.

Per tali motivi, in considerazione dei numerosi precedenti di polizia da cui il predetto risulta gravato nonché dell’evidente sproporzione tra fonti di reddito di tutta la famiglia e il cospicuo valore dei beni in sua disponibilità, ritenendo che lo stesso sia un personaggio socialmente pericoloso e quindi rientrante nelle categorie del “Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione” è stata avanzata dall’Arma di Rimini una proposta per l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, con contestuale richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca dei beni allo stesso riconducibili.

In particolare, gli accertamenti effettuati nei confronti di R.M. hanno consentito di ipotizzare anche un’attività elusiva posta in essere da lui e dal figlio al fine di sottrarre una società dedita al commercio e noleggio di veicoli, di barche e battelli pneumatici (con sede legale in Rimini ma operante in Napoli) dalla procedura inerente la misura di prevenzione patrimoniale, attraverso una formale intestazione della stessa al figlio. In realtà, le indagini svolti in merito – coordinate dalla Procura della Repubblica di Rimini - hanno permesso di ritenere che il dominus occulto dell’azienda fosse in realtà il padre, con il figlio relegato al ruolo di cosiddetta “testa di legno”. In tal senso, sia il R.M. che il figlio sono stati  denunciati per il reato di “Trasferimento fraudolento di valori”. A conclusione di tutta l’attività, i militari dell’Arma hanno provveduto a porre sotto sequestro un’abitazione di Napoli, due motoveicoli, un’autovettura, quote ed intero patrimonio aziendale (comprendente due gommoni) della società con sede a Rimini ma operativa in Napoli - Mergellina presso il molo Luise, attiva nel noleggio di barche, auto, moto e biciclette, somme di denaro depositate nei conto correnti a lui riconducibili, per un valore complessivo di circa 180.000 euro.

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