Indino, Confcommercio: "L'impennata di tasse comunali ammazza la ripresa"

Nel mirino del presidente l'aumento della Tari e il pagamento, anche in inverno, della sosta sul lungomare di Rimini

“Non c’è limite al peggio”. Sono queste le parole con cui il presidente della Confcommercio Gianni Indino accoglie la notizia ferale degli ennesimi aumenti che l’Amministrazione riminese intende applicare alla già costosissima TARI. “Dopo i parcheggi a pagamento anche d’inverno, alla faccia dell’ospitalità e della destagionalizzazione - aggiunge - eccone un’altra ancora peggio. Ma come? I nostri imprenditori si fanno in quattro per pagare cifre folli per un servizio che ogni anno è sempre uguale e costa sempre di più, e basterebbe già questo per mettersi le mani nei capelli, e il Comune come li premia? Semplice. Con un aumento della tassa! In questo modo, ancora non volta viene alimentato un circuito vizioso tutto all’italiana ‘siccome qualcuno non paga, facciamo pagare di più tutti gli altri’, invece che pensare a ormai improcrastinabili cure dimagranti della macchina amministrativa, invece che pensare a efficienza, snellimento e semplificazione. E non venitemi a parlare di aumenti contenuti! Vorrei vedere, vista la cifra già alta da cui partivamo!"

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"Il combinato disposto delle imposte locali - conclude il presidente di Confcommercio - rischia di avere un ruolo decisivo nell’allontanamento di quei timidi segnali di ripresa che si scorgono all’orizzonte. Non si può continuare a sbagliare, non può essere sempre e solo l’aumento delle tasse per le attività la risposta ai problemi di bilancio del Comune. Occorre inoltre riflettere del perché tante, tantissime aziende non sono riuscite a pagare la Tari perché costrette a chiudere la propria attività. E’ l’ennesimo segnale negativo che registriamo con grandissima preoccupazione. Consiglio di non tirare troppo la corda, perché a spezzarsi sarà il tessuto imprenditoriale e conseguentemente l’offerta turistica e commerciale della nostra città".

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