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Indino: "Gli altri Paesi corrono, con la proroga del coprifuoco rischiamo di perdere corposi target"

Il presidente Confcommercio della provincia di Rimini: "Vogliamo davvero buttare a mare il nostro turismo tenendo in vigore le restrizioni invitando i turisti a muoversi verso l’estero e a un'estate senza giovani?"

Si schiera coi contrari alla proroga del coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini, che tuona contro la bozza del nuovo decreto sulle riaperture sottolineando come "gli altri Paesi corrono e noi con la proroga delle restrizioni notturne rischiamo di perdere corposi target come quello dei giovani”. L'intera Riviera, dagli albergatori alla politica, si è detta fortemente avversa a chiudere tutto a un orario in cui normalmente in estate inizia la movida e Indino non è da meno anche se ricorda come "ancora non c’è nulla di definitivo, di regolato, di certo". "L’incertezza ancora una volta attanaglia gli operatori e blocca le prenotazioni e la voglia di vacanza - prosegue il presidente Confcommercio della provincia di Rimini. - La notizia di una proroga del coprifuoco notturno potrebbe essere la pietra tombale sul turismo della nostra Riviera, da sempre vocata al divertimento. Come possiamo pensare che si venga in vacanza da noi per correre a chiudersi in albergo o in appartamento due ore prima di Cenerentola? È impensabile! Il rischio, serissimo, è di perdere interi target, a cominciare da quello del turismo giovanile, da cui non possiamo prescindere non solo per l’oggi, ma anche per il futuro".

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"Da queste bozze - prosegue Indino - vediamo che i pubblici esercizi in Zona gialla potranno riaprire servendo ai tavoli all’aperto, anche a cena, ma sempre in virtù del coprifuoco alle 22 che oltretutto non si sa quando finirà, perché in queste bozze non è indicata la data del termine dello stato di emergenza. In questo modo anziché agevolare la ripartenza, si mettono tutti nuovamente in difficoltà. Rispetto alle vecchie regole delle Zone gialle si fanno passi indietro anziché in avanti. In tanti già da giorni ci chiamano per porre domande, per organizzare la riapertura e assumere personale, ma non siamo in grado di dare risposte. Ad esempio, i posti a sedere in una veranda smontabile sono considerati all’aperto o al chiuso? Tavoli nei dehors con plexiglass o tavoli sotto ai pergolati valgono come posti all’aperto? Rimuovendo le vetrate, il ristorante/bar può stare aperto servendo quantomeno le file di tavoli attigui al perimetro che di fatto è totalmente areato? In caso di maltempo, sarà possibile fare entrare all’interno del locale i clienti per ripararsi e/o terminare il pasto, oppure dovranno lasciare il tavolo, con il rischio che molti se ne vadano senza consumare o senza pagare per il servizio? Non lo sappiamo, ma di certo il turismo non può convivere con queste limitazioni per lavorare questa estate. Vogliamo davvero buttare a mare il nostro turismo tenendo in vigore il coprifuoco, invitando di fatto i turisti a muoversi per le vacanze verso l’estero? Vogliamo davvero passare un’estate senza giovani, senza divertimenti notturni, senza parchi tematici, senza iniziative? Non sarebbe meglio mettere subito mano ai protocolli sanitari e dettare le regole per un’estate di vacanze italiane in piena sicurezza? Ce l’abbiamo fatta l’anno scorso senza coprifuoco, aprendo discoteche all’aperto, i ristoranti, i pub, i parchi divertimento e dunque quest’anno a maggior ragione ce la possiamo fare.

"Dalla nostra parte ora abbiamo numerosi vaccinati - conclude il presidente Confcommercio della provincia di Rimini - e un’altra parte della popolazione che si vaccinerà nelle prossime settimane. Riteniamo però fondamentale non dimenticarsi dei giovani, che come fascia di età saranno gli ultimi a potersi vaccinare: non vanno penalizzati. Pensiamo di tenerli a casa tutta l’estate e di mandarli a dormire alle 22? Ricordiamoci che tanti altri Paesi, tanti altri competitor turistici europei e non, sono molto più avanti di noi. Vogliamo fare come a Pasqua, quando non era possibile fare vacanze in altre regioni italiane, ma lo era prendere un aereo e andare in Spagna, Grecia o Dubai? Dal nostro territorio si sono alzate forti queste istanze, anche durante l’incontro informale avvenuto qui a Rimini con il ministro del Turismo, Garavaglia che ha dimostrato di ascoltare con attenzione le nostre richieste e che di certo porterà all’attenzione del governo con l’entusiasmo e lo spirito combattivo che ha mostrato. Al ministro, purtroppo, abbiamo anche dovuto sottolineare quanto ci sentiamo trascurati come operatori del settore turismo dai governi che si sono succeduti durante questa pandemia. Confidiamo in un velocissimo, istantaneo cambio di passo”.

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