Individuati i rapitori di due giovani studenti della Valmarecchia

Scattate le manette per un 42enne già noto alle forze dell'ordine mentre, al complice, è stato notificato l'obbligo di dimora

All'alba di giovedì i carabinieri della Compagnia di Novefeltria hanno eseguito un'ordinaza di custodia cautelare e notificato un obbligo di dimora nei confronti dei due individui sospettati di aver sequestrato e rapinato due studenti della Valmarecchia. A finire in carcere è stato Gerardo Pesce, 42enne di Eboli ma domiciliato a Novafeltria, mentre dovrà dimorare in città, con il divieto di uscire nelle ore notturne e presentarsi in caserma per la firma, il 59enne foggiano Michele Furio. Nei guai anche la convivente di Pesce, una 49enne, che è stata denunciata a piede libero in quanto ritenuta responsabile del reato di “procurata inosservanza di pena”. La donna, infatti, aiutavail 42enne a sottrarsi all’esecuzione del provvedimento restrittivo ospitandolo nella sua abitazione.

La vicenda risale allo scorso 30 gennaio quando le vittime, entrambi 23enni, finirono nel mirino dei malviventi. Gli studenti, infatti, erano stati avvicinati in un bar dai sequestratori che, dopo aver offerto loro da bere, hanno iniziato a fare delle velate minacce per poi costringerli a salrire sulla loro vettura per portare i due uomini in Campania. Richiesta alla quale, i ragazzi, non avrebbero saputo opporsi e, senza dire nulla a nessuno, sono partiti alla volta di Eboli, dove il 42enne era sottoposto al regime di sorveglianza speciale, nel cuore della notte. Mentre a uno dei due giovani è stato rpeso il cellulare, tuttavia, il secondo ha sempre avuto la disponibilità del telefonino.

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Arrivati a Eboli, i "rapiti" sono stati presentati ai familiari del loro "sequestratore" sempre, a loro dire, terrorizzati dai modi di fare del 42enne e delle velate minacce che gli rivolgeva. Approfittando di un momento di distrazione del campano e del suo amico, i ragazzi sono riusciti ad allontanarsi e, arrivati alla loro vettura con una scusa, sono balzati nell'abitacolo e ritornati in tutta fretta in Romagna. Solo nella tarda mattinata di sabato hanno fatto ritorno a Novafeltria dove, spaventati, hanno atteso un paio di ore prima di rivolgersi ai carabinieri e raccontare la loro storia.

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