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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Individuato ed arrestato il complice del rapinatore delle cantinette

Grazie alle telecamere di videosorveglianza del centro storico i carabinieri sono riusciti a stringere il cerchio anche sul secondo autore della violenta aggressione a due uomini

Grazie alle telecamere di videosorveglianza del centro storico i carabinieri del Nucleo investigativo di Rimini sono riusciti a stringere il cerchio anche sul secondo autore della violenta aggressione finita con una rapina a due uomini avvenuta, in pieno centro storico, lo scorso 26 marzo. Dopo l'arresto del capobanda, un 28enne peruviano, il proseguo delle indagini ha permesso di individuare e arrestate anche il complice. A finire dietro le sbarre, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale dei Minori, è stato un giovanissimo albanese che all'epoca del fatto era ancora minorenne. Il giudice, nei suoi confronti, ha ritenuto le sue condotte "estremamente gravi e indicative di una capacità di reiterazione di reati della stessa specie che, ha potuto trovare freno solo con l’applicazione del provvedimento cautelare del collocamento in istituto di pena per i minorenni". Il giovane, rintracciato a Rimini dai carabinieri, è stato portato in caserma per le pratiche di rito e poi trasferito a Bologna per l'interrogatorio di garanzia.

Quella notte intorno alle 2 in piazza Cavour proprio davanti alla Vecchia Pescheria si era scatenato un putiferio da parte di un folto gruppo di giovani, descritti all'epoca come dei sudamericani, che erano poi fuggiti a gambe levate lasciando a terra due 50enni feriti e derubati dei loro smartphone. Le indagini dei carabinieri avevano permesso, lo scorso 15 aprile, di individuare uno degli autori della rapina. A finire in carcere era stato un peruviano 28enne, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell'ordine. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dell'Arma, quella notte le vittime avevano avuto una discussione con un gruppo di giovani stranieri quando erano state circondate e aggredite con calci e pugni infierendo su di loro anche quando si trovavano oramai a terra. Dopo l'aggressione il 28enne si era quindi impossessato degli smartphone per poi fuggire insieme agli altri componenti della banda mentre, i passanti, avevano dato l'allarme facendo accorrere l'ambulanza del 118 e i carabinieri.

Le indagini avevano permesso di accertare come il sudamericano sarebbe stato il leader del gruppo di stranieri protagonisti della rapina. Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip aveva ravvisato nei suoi confronti condotte estremamente gravi per il 28enne, già finito nei guai per atti violenti contro i parenti, ritenendolo capace di reiterare reati della stessa specie a cui "può trovare un freno solo l'applicazione del provvedimento cautelare in carcere".

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