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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Cronaca

Gli infortuni sul lavoro aumentano dell'11%, tre i decessi. "Rimini ancora una volta maglia nera"

Si riscontra un aumento dell’11% con 2.776 denunce a fronte di 2.491 infortuni nello stesso periodo del 2021. L’85% degli infortuni si riscontrano nel comparto Industria e Servizi

Morti e feriti sul lavoro, un tema che continua ad essere di estrema attualità. Da gennaio a luglio 2022 le denunce d’infortunio con esito mortale nella provincia di Rimini sono state 3, nel 2021 erano state 2, ciò in controtendenza con il dato nazionale che nello stesso intervallo di tempo registra un calo di vittime sul lavoro passando da 677 a 569 e regionale che da 62 scende a 50. Dal report mensile dell' "Osservatorio Permanente sugli Infortuni e sulle Malattie Professionali in Emilia Romagna", a cura di Carlo Fontani (Dipartimento Politiche Contrattuali Cgil Emilia Romagna), con l’esame dettagliato non solo rispetto ai morti sul lavoro ma anche sul totale degli infortuni denunciati e sulle malattie professionali, emerge che: 49.372 sono gli infortuni denunciati nel periodo gennaio-luglio 2022 (+18,5% rispetto ai 41.667 del 2021); di cui 50 denunce di infortunio con esito mortale (nel 2021 sono state 62); 3.337 sono le malattie professionali denunciate nel periodo gennaio-luglio 2022 (-2% rispetto alle 3.406 del 2021).

In particolare, nel territorio riminese, si riscontra un aumento dell’11% con 2.776 denunce a fronte di 2.491 infortuni nello stesso periodo del 2021. L’85% degli infortuni si riscontrano nel comparto Industria e Servizi, con le percentuali più alte nei settori delle costruzioni, del commercio, della sanità e assistenza sociale; emergono poi percentuali raddoppiate nel settore del trasporto e magazzinaggio, dell’alloggio e ristorazione; invece, per il 33.6% di infortuni non è possibile determinare il settore di appartenenza. Inoltre, si riscontra nel territorio l’aumento del 21% delle denunce di malattie professionali nel periodo gennaio-luglio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, con percentuali più alte per le patologie legate al sistema nervoso, malattie dell’orecchio e del sistema osteomuscolare.

"I dati dell’Osservatorio regionale della Cgil ci consentono di denunciare le forti criticità presenti nella provincia di Rimini, ancora una volta maglia nera per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - dice Francesca Lilla Parco, della segreteria Confederale della Cgil di Rimini -, con percentuali che crescono anziché ridursi. Nei settori strutturali della nostra economia, alloggio e ristorazione, e trasporto e magazzinaggio in forte espansione negli ultimi anni, dove le percentuali sono raddoppiate, continuiamo a denunciare condizioni di lavoro troppo spesso prive dei tempi di riposo, ritmi della prestazione lavorativa e tempi intensificati, precarietà dei contratti di lavori, norme di sicurezza percepite ancora come atto burocratico".

"Anche l’aumento delle denunce di malattie professionali è indice di quanto poco si faccia per migliorare le postazioni di lavoro, l’organizzazione del lavoro, per prevenire, ridurre ed eliminare i rischi - aggiunge -. A nostro avviso, si rende necessario agire secondo gli impegni assunti sia nel Patto Provinciale per il Lavoro e il Clima dove uno degli obiettivi è aumentare la qualità del lavoro in termini di salute, sicurezza e condizioni generali di lavoratori e lavoratrici, per il quale però occorre la collaborazione e la volontà di ciascuno dei firmatari, così come nel Piano Regionale di Prevenzione 2021 – 2025 il quale definisce un modello territoriale partecipativo in grado di organizzare in modo sinergico l’attività di assistenza e supporto con quella di vigilanza, per la prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro".

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