L'hotel Solitude di Riccione a cena con i richiedenti asilo

La Provincia di Rimini porta avanti dallo scorso anno una campagna di sensibilizzazione intitolata “Indovina chi viene a pranzo” per informare sulle tematiche del rifugio politico

La Provincia di Rimini porta avanti dallo scorso anno una campagna di sensibilizzazione intitolata “Indovina chi viene a pranzo” allo scopo di informare e coinvolgere attivamente i cittadini residenti sul territorio provinciale sulle tematiche del rifugio politico. La campagna di sensibilizzazione propone alle famiglie residenti di invitare a pranzo o a cena un rifugiato presente sul territorio di Rimini e coinvolto nel progetto “Provincia di Rimini: terra d’asilo”.

Lla tavola è infatti il luogo ideale per aprirsi alla relazione, offrire a ciascun rifugiato la possibilità di entrare in contatto con il territorio, farsi conoscere e riconoscere come membro della comunità locali. Giovedì la famiglia Migani, titolare dell’hotel Solitude di Riccione, ha aderito per il secondo anno di seguito all’iniziativa ospitando a cena, insieme ai turisti presenti nell’albergo, i rifugiati politici del progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Complessivamente, hanno partecipato venti uomini e donne, fuggiti dai Paesi d’origine devastati dalle guerre e dalle carestie come la Somalia, l’Eritrea, l’Afghanistan e l’Iraq. 

I turisti e la famiglia Migani hanno avuto l’opportunità di conoscere la particolare situazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati politici in Italia e a Rimini, le complessità dei percorsi di viaggio e di definizione giuridica dello status dei titolari di protezione internazionale. Il motivo che ha spinto la famiglia Migani ad aderire all’iniziativa è, tra gli altri, “quello di dare un segnale anche ai colleghi albergatori, affermando la possibilità di un ruolo e di una responsabilità di qualità dell’impresa turistica romagnola.

Un’impresa etica che oltre a rifiutare l’evasione fiscale e lo sfruttamento dei lavoratori stagionali, si apre alla conoscenza e alla diffusione di una cultura di cittadinanza attiva”. La strada per inaugurare un nuovo modello di accoglienza turistica romagnola sembra avviata, grazie sentite all’hotel Solitude e alla lungimirante visione della famiglia Migani.

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