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Cronaca Riccione

Da sempre innamorata di Riccione, nonna Sara sceglie di festeggiare qui i suoi cento anni

La storia di nonna Sara è una di quelle belle da raccontare perché rappresenta la resilienza di una donna tenace e forte che ha attraversato un secolo di guerre, di sacrifici e di lotte

La nipote Emy di lei ha scritto direttamente alla sindaca Angelini. Le ha voluto parlare  di “una donna piccola piccola, ma di una forza immensa”, sua nonna Sara che il 21 aprile ha scelto Riccione per festeggiare lo straordinario traguardo delle 100 candeline. A portare i saluti e gli auguri dell’amministrazione comunale e della città di Riccione, l’assessora ai Servizi sociali Marina Zoffoli che ha incontrato nonna Sara in occasione della festa di compleanno tra parenti e amici. L’assessora Zoffoli le ha consegnato il riconoscimento di “Ambasciatrice di Riccione nel mondo”.

La nonna di Emy si chiama Sara Nanni e vive a Bologna. Per lei Riccione, dove vivono la nipote e la figlia Lilia, è stata fin da ragazza la meta delle sue vacanze ed è qui che oggi nonna Sara ha deciso di celebrare il suo compleanno, con gli affetti e nei luoghi di villeggiatura della sua giovinezza.

La storia di nonna Sara è una di quelle belle da raccontare perché rappresenta la resilienza di una donna tenace e forte che ha attraversato un secolo di guerre, di sacrifici e di lotte; un secolo d’amore. Sara faceva parte di una famiglia benestante bolognese la cui storia si è intrecciata con alcuni personaggi illustri della storia italiana. La nonna di Sara, Giuseppina Apparuti, fu infatti  dama di compagnia della contessa Marconi e tata di Guglielmo Marconi. Ad appena 18 anni si sposò con Gastone ed ebbe una figlia, Lilia, la mamma di Emy. Erano i tempi durissimi della guerra che spezzava le vite, e anche i legami familiari. Il marito partì per la guerra e per un futuro diverso che lo allontanò dalla famiglia, per sempre. Nonna Sara si ritrovò sola con la piccola Lilia.

Emy ricorda che, prima che fosse emanata la legge sul divorzio, nonna Sara per questo motivo fu la prima donna a chiedere la separazione all’allora marito. In seguito incontrò Alfonso Bonacini, un uomo buono come lo ricorda Emy. Per anni fu segretario del Corpo delle Pattuglie Cittadine di Bologna, medaglia d'argento al valore civile e Cavaliere della Repubblica per meriti di lavoro. Con Alfonso, scomparso nel 2012, ebbe un secondo figlio, Massimo. Sara e Alfonso aspettarono fino al 1995 per celebrare le nozze, il coronamento di un amore lungo una vita.

Nonna Sara cominciò a lavorare da giovanissima. A Bologna durante la guerra diventò responsabile della catalogazione e registrazione dei copertoni di pneumatici che venivano poi requisiti dall’esercito. Nonostante la giovane età, era talmente precisa che tutti la conoscevano come “la reginetta delle gomme”. Lavorò poi instancabilmente nell’amministrazione contabile di quattro aziende fino a quando la vista glielo permise con la stessa passione e perseveranza di sempre.

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