Inquinamento, firmata a Coriano l'ordinanza relativa a stufe e caminetti

Il Comune di Coriano, posto ad una altezza al di sotto dei 300 m e con una popolazione di poco superiore alle 10.500 persone, è soggetto alle limitazioni per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento a biomassa (legna e pellets)

Il Comune di Coriano, posto ad una altezza al di sotto dei 300 m e con una popolazione di poco superiore alle 10.500 persone, è soggetto alle limitazioni per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento a biomassa (legna e pellets). “La premessa che ci è stata ricordata dall'assessore Gazzolo  è che già nel  settembre 2017, da parte della Regione, erano state indicate le restrizioni in merito a questi impianti ma praticamente nessun comune le aveva recepite. La problematica nasce dalla necessità di risanare la qualità dell'aria e in particolare di ridurre le concentrazioni di ossido di azoto e di PM10, inquinanti per i quali ancora si  verificano superamenti dei  valori limiti nelle zone di pianura del territorio regionale” si legge in una nota del Comune di Coriano

“Il 17 maggio L'Italia è stata deferita alla Corte di giustizia europea per non aver adottato misure e piani adeguati a raggiungere il rispetto dei valori limite del PM10 , venendo meno all'obbligo di mantenere il periodo di superamento il più breve possibile. Le aree regionali interessate dal deferimento sono attualmente le zone denominate  Pianura Est e Pianura Ovest. Coriano si trova in Pianura Est. Per questo motivo, la sanzione verrà pagata inizialmente dallo Stato Italiano ma che poi si rivarrà sulle Regioni che a loro volta si rivarranno sui comuni che non hanno messo in atto le misure indicate per risanare la qualità dell'aria e che non hanno emesso l'ordinanza relativa” continua la nota del Comune 

“La Regione   nel 2017  ha   adottato   misure  previste  dal Piano aria integrato regionale approvato dall'Assemblea legislativa senza voti contrari , insieme e in  accordo anche con Piemonte, Lombadia e Veneto ,  per la riduzione progressiva dell'uso dei vecchi caminetti aperti. Il caminetto aperto   è infatti una importante fonte di inquinamento non solo all'esterno ma anche all'interno della abitazione . In Emilia-Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa ( legna o pellets).  Le emissioni di un camino aperto tradizionale sono stimate in 2.880 tonnellate di Pm10 all’anno e quelle di una stufa a legna di 1.228, a fronte delle 17 tonnellate all’anno degli impianti a metano (dati 2013 Inventario emissioni di Arpae)” dicono dal Comune di Coriano

L’obiettivo comune alle quattro Regioni è quello di ridurre progressivamente l’utilizzo dei vecchi caminetti, altamente inquinanti. Per questo, dal  1^ ottobre 2018 si possono installare  solo impianti di classe 3 o superiore e dal 1^ gennaio 2020 si potranno installare solo impianti di classe 4 o superiore.

 
IL DETTAGLIO DELL’ORDINANZA
Nessuna limitazione o divieto d’uso dei caminetti tradizionali, delle stufe o “caldaiette” quando costituiscono il solo impianto di riscaldamento dell’abitazione o dei locali interessati. Quindi, se in casa non ci sono termosifoni o altri tipi di impianti di riscaldamento, i caminetti possono essere accesi e utilizzati. Allo stesso modo, nessun divieto  di accensione e utilizzo, per cucinare cibi o per fini commerciali  ( ristoranti , pizzerie, ecc)  in tutto il territorio regionale . 

Infine, utilizzo libero per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), nei quali rientra la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.


Dal 1^ ottobre 2018, e per il periodo autunno-inverno, fino al 31 marzo 2019, si confermano pertanto le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma) e le “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Il divieto riguarda però solo le abitazioni dotate di sistemi alternativi di riscaldamento (ad esempio i termosifoni), nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine.  

L’assessore Paola Gazzolo nell'incontro di lunedi 8 ottobre ha preannunciato per il 2019 incentivi per la sostituzione di caldaiette e stufe con apparecchiature maggiormente performanti   e che tali incentivi saranno possibili solo per i cittadini residenti nei comuni che hanno emesso l'ordinanza

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