Intascava i soldi dei fallimenti, Bologna deciderà su sanzioni al commercialista arrestato

Sarà il Consiglio dell'Ordine di Bologna a decidere le sanzioni che riterrà opportune. Per quanto riguarda la carica di segretario dell'Ordine di Rimini, è stato convocato un altro consiglio per lunedì

Il Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili della Provincia di Rimini, in stretta osservanza delle norme interne, ha deciso di inviare a Bologna (in quanto sede anche della Corte d’Appello) la documentazione riguardante l’arresto del proprio segretario D.B. le sue iniziali. Sarà il Consiglio dell’Ordine di Bologna a decidere le sanzioni che riterrà opportune. Per quanto riguarda la carica di segretario dell’Ordine di Rimini, è stato convocato un altro consiglio per lunedì.

Nella circostanza dovrà esser decisa la revoca dell’incarico specifico e di tutti quelli rivestiti in commissioni interne, oltre che sulla nomina di un nuovo segretario. D.B. è in carcere da martedì mattina nell'ambito dell'operazione denominata 'Giano', che ha prodotto cinque misure cautelare, due in carcere e tre ai domiciliari. Secondo l'accusa, il noto commercialista riminese si è intascato i soldi dei creditori delle procedure fallimentari che curava, riuscendo a mettere da parte in quattro anni un patrimonio immobiliare di 31 appartamenti oltre ad ingenti disponibilita' finanziarie.

Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza l'ha arrestato con l'accusa di peculato, corruzione in atti giudiziari, riciclaggio, falso compresa, falsificazione della firma del presidente del tribunale riminese e frode fiscale. L'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, e' stata eseguita a tempo record dalla Gdf che i cinque mesi ha messo in luce il meccanismo fraudolento del commercialista.

Per alcuni versi un meccanismo semplice: ad esempio nella sua qualita' di pubblico ufficiale in quanto curatore fallimentare di una societa', D.B. avendo la disponibilita' di crediti immediatamente esigibili vantati dalla societa' per 182.000 euro se ne e' appropriato cedendo alla societa' di factoring di cui e' amministratore per soli 3.800 euro. Nell'ordinanza il gip Fiorella Casadei descrive il commercialista come ''un soggetto spregiudicato che agisce senza autorizzazione'' del Tribunale. Ercolani ha precisato che non vi sono ne' cancellieri ne' magistrati indagati.

Per quanto riguarda la corruzione pare che il danno ai creditori favorendo la societa' in liquidazione sia stato di un milione di euro. La Gdf ha chiesto il sequestro per equivalente di 4,4 milioni di euro mettendo i sigilli a 31 appartamenti, tra cui un attico al mare a Rimini di 200 metri quadrati, 7 automobili, conti correnti e titoli. In casa del 48enne, single e con una vita morigerata, sono state anche trovate opere d'arte che ora saranno fatte stimare e inventariare.

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