Intercity soppresso, la provincia di Rimini : "Disagi"

Proprio la coda dell’estate ci regala un’altra amara sorpresa sul fronte treni e dintorni: la soppressione dell’InterCity 608 sostituito da un Es City, quindi più caro, che parte alle ore 6 ma non ferma a Cesena e Forlì, con conseguente, evidente disagio di centinaia di lavoratori pendolari residenti nella provincia di Rimini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Proprio la coda dell’estate ci regala un’altra amara sorpresa sul fronte treni e dintorni: la soppressione dell’InterCity 608 sostituito da un Es City, quindi più caro, che parte alle ore 6 ma non ferma a Cesena e Forlì, con conseguente, evidente disagio di centinaia di lavoratori pendolari residenti nella provincia di Rimini. E visto che questo è il tempo di bilanci e numeri, credo opportuno mettere in fila qualche dato di un’estate particolarmente tormentata sul fronte dei rapporti tra territori e aziende ferroviaria. Da giugno ad oggi stati soppressi l’Eurostar  (Pendolino) Roma Ravenna (e tragitto inverso) che nell’estate 2010 transitava tutti i giorni e fino al 2009 operava lungo l’intero arco dell’anno. Stessa sorte per l’Eurostar City (Frecciabianca) di fine settimana Milano Ancona via Ravenna. A Cattolica  tutta l’estate hanno fermato solo  gli ES City 9813 (da Milano) e 9824 (per Milano), contro i numerosi treni che fermavano fino al 2008. Adesso è toccato all’InterCity 608. Tutto ciò ha provocato disagi, specie nei wek end, le cui modalità continuano a sollevare vibranti proteste da parte di pendolari e turisti.
 
Al di là di tutto, e comunque tenendo conto dei problemi concreti cui versa Ferrovie dello Stato come gran parte delle aziende nazionali, il vero tema è l’assoluta mancanza di un confronto. I territori, le istituzioni sono costrette ad assistere passive e a subire scelte che potrebbero anche essere meglio governate se ci fosse un tavolo almeno di livello regionale. Cosa peraltro non nuova perché esso sussisteva fino a qualche anno fa. E non a caso, allora, le cose andavano meglio. Questo quindi vuole essere l’ennesimo appello a Ferrovie dello Stato per attuare un confronto in modo da evitare che anche le prossime estati vengono archiviate come questa, con un bel segno meno nel rapporto tra azienda e utenza.
 
 

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